Studiare Medicina in inglese nelle università italiane attira sempre più candidati, anche dall’estero. I primi numeri relativi alle selezioni per l’anno accademico 2026/27 mostrano una domanda elevata e, in alcuni atenei, in forte crescita.
A Firenze, dove quest’anno debutta il primo corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia interamente in inglese della Toscana, 240 candidati si sono presentati alla prova di ammissione per appena 50 posti disponibili.
Significa quasi cinque aspiranti medici per ogni posto.
Ma è soprattutto quanto sta accadendo tra Milano e Bergamo a mostrare la crescita dell’interesse per i corsi internazionali: per Medicine and Surgery promosso dall’Università di Milano-Bicocca, dall’Università degli Studi di Bergamo e dall’ASST Papa Giovanni XXIII, le candidature sono aumentate del 49% in appena un anno.
E a crescere ancora di più sono gli studenti stranieri.
A Firenze 240 candidati per 50 posti
Il 29 settembre si è svolta la prova nazionale di ammissione ai corsi di Medicina e Chirurgia in lingua inglese.
Alla Fortezza da Basso di Firenze si sono presentati 240 candidati, chiamati a contendersi i 50 posti disponibili nel nuovo Medicine and Surgery dell’Università di Firenze.
Il rapporto è quindi di 4,8 candidati per ogni posto.
Il dato è particolarmente significativo perché si tratta di un corso completamente nuovo. Medicine and Surgery debutta infatti nell’anno accademico 2026/27 ed è il primo corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia interamente in inglese della Toscana.
Fin dal suo primo anno, dunque, la domanda è risultata quasi cinque volte superiore ai posti messi a disposizione.
Milano-Bicocca e Bergamo: candidati aumentati del 49%
Un’indicazione ancora più chiara sulla crescita di Medicina in inglese arriva dal corso interateneo promosso dall’Università di Milano-Bicocca e dall’Università degli Studi di Bergamo, in collaborazione con l’ASST Papa Giovanni XXIII.
Per il 2026/27 si sono iscritti alla prova 627 candidati.
Lo scorso anno erano 420.
In dodici mesi ci sono quindi 207 aspiranti medici in più, pari a un aumento del 49%.
La crescita riguarda anche i candidati che hanno scelto di sostenere la selezione direttamente a Milano-Bicocca: sono passati da 302 a 374, con un incremento del 24%.
Ma il dato più forte arriva dall’estero.
Raddoppiano le candidature dall’estero
La selezione per Medicine and Surgery Milano-Bicocca/Bergamo può essere sostenuta anche fuori dall’Italia.
Quest’anno le prove sono state organizzate complessivamente in 30 sedi: Milano-Bicocca più 29 sedi all’estero.
E proprio dalle sedi internazionali arriva l’incremento maggiore.
I candidati che hanno scelto di sostenere la prova all’estero sono passati dai 118 dello scorso anno a 253 nel 2026, con un aumento del 114%.
In pratica, sono più che raddoppiati in un solo anno.
Un risultato che trova conferma anche guardando alla cittadinanza degli aspiranti studenti.
Gli aspiranti medici stranieri crescono del 113%
Nel 2025/26 erano 162 i candidati con cittadinanza non italiana interessati al corso Milano-Bicocca/Bergamo.
Quest’anno sono diventati 345.
L’incremento è di 183 candidati, pari al 113%.
Gli italiani continuano a crescere, ma molto più lentamente: passano da 258 a 282, con un aumento del 9%.
È quindi soprattutto la componente internazionale a spingere verso l’alto le candidature.
Il risultato è che, sui 627 candidati complessivi di quest’anno, più della metà ha cittadinanza non italiana.
Perché Medicina in inglese attira sempre più studenti?
I dati di Firenze e Milano-Bergamo non sono sufficienti, da soli, per affermare che tutti i corsi italiani di Medicine and Surgery stiano registrando la stessa crescita.
Mostrano però due fenomeni interessanti.
Da una parte c’è una forte domanda da parte degli studenti italiani per percorsi che permettono di studiare Medicina interamente in inglese senza lasciare il Paese.
Dall’altra, alcuni corsi italiani sembrano riuscire ad attrarre una quota crescente di candidati internazionali.
Nel caso Milano-Bicocca/Bergamo, inoltre, il corso combina la formazione medica con discipline scientifiche e ingegneristiche e svolge una parte rilevante dell’attività clinica all’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
L’insegnamento in inglese permette inoltre agli atenei italiani di inserirsi in un mercato universitario che non è più soltanto nazionale.
E i numeri delle candidature dall’estero sembrano indicare che almeno alcuni corsi italiani stanno diventando più riconoscibili anche oltre confine.
Prossima lettura: Medicina 2026, tutte le ultime opportunità per entrare: test, posti disponibili e selezioni ancora aperte nelle università private.





