Il tribunale di Ravenna ha riconosciuto a un insegnante di religione un risarcimento pari a 24 mensilità per la reiterazione illegittima di contratti a tempo determinato, disponendo un’indennità complessiva di oltre 70 mila euro.
La sentenza riguarda un insegnante assistito dall’avvocato Veronica Pepoli per conto della Cisl Scuola. Secondo quanto emerso nel procedimento, il giudice ha accertato un utilizzo prolungato e non conforme alla normativa dei contratti a termine, che ha impedito al docente una corretta progressione economica.
In particolare, la ricostruzione di carriera dell’insegnante era rimasta bloccata per anni al primo gradone stipendiale, determinando un danno economico significativo, ora riconosciuto dal tribunale attraverso il risarcimento disposto.
“La decisione – ha sottolineato la Cisl Scuola – si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, volto a rafforzare la tutela dei lavoratori della scuola, troppo spesso penalizzati da un ricorso improprio e reiterato ai contratti a tempo determinato”. Secondo il sindacato, la sentenza ribadisce inoltre il diritto a un adeguato ristoro economico in presenza di violazioni contrattuali.
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