In arrivo una deroga minima all’obbligo per le università telematiche di svolgere in presenza gli esami di profitto e le verifiche finali. A prevederla è una proposta di riformulazione di un emendamento al decreto milleproroghe attualmente all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Montecitorio che, di fatto, ne posticipa gli effetti all’anno accademico 2026/2027 solo per una piccola platea di studenti: quelli stabilmente impegnati all’estero in Stati che partecipano al Piano Mattei oppure che sono coinvolti in temporanee situazioni emergenziali connesse a conflitti bellici. Pensiamo, ad esempio, all’Ucraina.
L’emendamento salva-Bandecchi
La base di partenza è la proposta di modifica presentata dalla deputata forzista Deborah Bergamini per andare incontro alle richieste degli atenei telematici e inclusa nella lista dei 400 segnalati che saranno posti al voto da oggi. Il testo originario – immediatamente ribattezzato dall’opposizione “salva-Bandecchi” in riferimento al fondatore di Unicusano – prevedeva un rinvio generalizzato di un anno per l’intero universo degli atenei telematici della stretta contenuta all’articolo 5, comma 2, del Dm con le nuove regole per le telematiche approvate nel dicembre 2024 dopo dieci lunghi mesi di trattative a vari livelli: tecnici, politici, giuridici.
Quella versione andava di fatto contro quanto ribadito dalla ministra Anna Maria Bernini durante il question time della settimana scorsa alla Camera. E cioè che esami e verifiche si svolgono in presenza per tutti e che non sono ammesse scorciatoie. Da qui la ricerca di una soluzione alternativa che, senza aggiungere un altro fronte di polemiche all’interno della maggioranza, riducesse al minimo l’impatto dei ritocchi.
La proposta di riformulazione citata, che avrebbe l’ok del Mur, limiterebbe lo slittamento solo a casi ben limitati. Con il duplice obiettivo, da un lato, di garantire la continuità del percorso accademico a categorie di studenti che si trovano in condizioni di oggettiva difficoltà logistica o di sicurezza e dunque possono avere bisogno di modalità semplificate per sostenere esami e discussioni di tesi. Senza tale proroga, gli universitari impossibilitati a viaggiare a causa di guerre o impegnati in progetti di cooperazione strategica con l’Italia negli Stati coinvolti nel Piano Mattei, la regolare prosecuzione degli studi.
L’iter successivo
Per sapere come finirà bisognerà probabilmente attendere la settimana prossima quando l’esame del Dl milleproroghe in commissione, che riparte oggi, entrerà nel vivo. Stando al calendario fissato ieri dalla conferenza dei capigruppo il testo è atteso in aula mercoledì 18 con il voto finale in calendario il 23. Fermo restando che entro il 1° marzo il decreto va convertito in legge.
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