Dalla didattica al territorio: premiata a Palazzo Benvenuti la web app contro phishing e minacce digitali sviluppata da studenti del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’informazione
TRENTO – La sicurezza digitale entra tra le priorità delle città intelligenti, e a dimostrarlo sono proprio gli studenti. È il progetto “Scudo” ad aggiudicarsi il primo premio della seconda edizione di “100 progetti per il Comune di Trento”, l’iniziativa promossa dall’Università di Trento insieme al Comune di Trento nell’ambito del protocollo UniCittà.
La premiazione si è svolta ieri sera a Palazzo Benvenuti, nella sede della Banca per il Trentino-Alto Adige, che ha consegnato al team vincitore un assegno da 10 mila euro e un percorso di accompagnamento per trasformare l’idea in una start up.
Dalla classe alla città: l’idea che protegge i cittadini
A convincere la giuria è stata una web app pensata per affrontare un tema sempre più centrale: la sicurezza informatica. “Scudo” – acronimo di Servizio comunale unico per la difesa online – è stata sviluppata dagli studenti Simone Casari, Tommaso Malinverno e Nicolas Venturi.
L’app, consultabile anche offline, offre una guida semplice per riconoscere phishing, link sospetti e QR code malevoli. Ma il punto chiave è la dimensione collaborativa: i cittadini possono segnalare minacce tramite accesso sicuro con SPID o CIE, permettendo al Comune di raccogliere dati e inviare allerte tempestive.
L’obiettivo è chiaro: ridurre la vulnerabilità digitale del territorio e trasformare Trento in un modello nazionale di consapevolezza e prevenzione.
Un progetto didattico che diventa innovazione concreta
Alla base del contest c’è un’idea precisa: portare l’università fuori dalle aule. Hanno partecipato circa cento studenti e studentesse del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’informazione, coinvolti nei corsi di Ingegneria del software delle lauree triennali in Informatica e in Ingegneria informatica, delle telecomunicazioni ed elettronica.
Il lavoro progettuale è stato parte integrante della didattica, coordinata dai professori Paolo Giorgini e Sandro Fiore, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni reali per la città.
Dall’idea alla start up: il percorso di crescita
Il premio non si ferma al riconoscimento economico. Grazie alla collaborazione con Trentino Sviluppo, HIT – Hub Innovazione Trentino e la School of Innovation dell’ateneo, i team con maggiore potenziale imprenditoriale accederanno a un percorso avanzato di formazione e mentoring.
All’interno dell’Innovation Academy – Startup Edition, gli studenti potranno sviluppare competenze imprenditoriali e trasformare concretamente il progetto in un business sostenibile, mantenendo il legame con il territorio.
Smart city e università: una collaborazione che cresce
L’iniziativa conferma il modello di collaborazione tra università, istituzioni e imprese locali. Avviato lo scorso anno, il progetto si concentra sullo sviluppo di soluzioni digitali per la smart city, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita urbana.
La logica è quella della co-progettazione: mettere in connessione competenze accademiche e bisogni reali della comunità.
Gli altri progetti finalisti: sicurezza, sostenibilità e servizi digitali
Accanto a “Scudo”, altri cinque progetti hanno mostrato il potenziale dell’innovazione studentesca applicata alla città:
- AiLERT: utilizza la computer vision per trasformare le telecamere urbane in sensori intelligenti, in grado di rilevare incidenti in tempo reale e inviare alert ai servizi di emergenza.
- Trento Cicerone: un assistente digitale basato su intelligenza artificiale che semplifica l’accesso alle informazioni cittadine attraverso una chat.
- AgriTrento: piattaforma per digitalizzare il mercato a chilometro zero, collegando produttori locali e consumatori.
- Orticello: sistema per gestire e assegnare orti urbani con mappe interattive e supporto alla coltivazione.
- SecurCity: app per la sicurezza urbana che integra dati in tempo reale, segnalazioni e percorsi basati su parametri di rischio.
Un modello replicabile
“100 progetti per Trento” dimostra come l’università possa essere un laboratorio attivo di innovazione pubblica. Non solo formazione, ma produzione di soluzioni concrete.
E soprattutto, un passaggio chiave: trasformare idee nate in aula in strumenti reali per la città.
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