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Bocconi, oltre 350 milioni per gli studenti entro il 2030: 1.900 con esonero totale

Mariano Berriola by Mariano Berriola
18 Settembre 2026
in Università
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Il Presidente Andrea Sironi con Gita Gopinath e il Rettore Francesco Billari

Il Presidente Andrea Sironi con Gita Gopinath e il Rettore Francesco Billari

Oltre 350 milioni di euro per sostenere gli studenti tra il 2026 e il 2030. Più di 1.900 iscritti che già oggi beneficiano dell’esonero totale dalle tasse universitarie. È su questi numeri che l’Università Bocconi ha aperto l’anno accademico 2026/2027, il centoventicinquesimo dalla propria fondazione.

Al centro della cerimonia non c’è stata soltanto la crescita dell’ateneo, ma il ruolo che l’università può svolgere nella mobilità sociale. Il rettore Francesco Billari ha riassunto il problema con una frase: «Il talento è ovunque, le opportunità no».

Il piano di sostegno agli studenti Bocconi comprende esenzioni totali o parziali, borse di studio e posti nelle residenze. Secondo i dati comunicati dall’ateneo, un iscritto su tre riceve almeno una di queste forme di aiuto.

La cerimonia, aperta dal presidente Andrea Sironi, ha riunito nell’Aula Magna le diverse dimensioni della comunità Bocconi. Alla voce del corpo studentesco, rappresentata da Giulia Gambardella, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Università, sono seguiti l’intervento di Riccardo Taranto, Managing Director che concluderà il proprio mandato a novembre, e la relazione del Rettore Francesco Billari.

A concludere la mattinata è stata Gita Gopinath, Gregory and Ania Coffey Professor of Economics ad Harvard University, con una lectio magistralis dal titolo Il futuro dell’economia globale e il tuo ruolo al suo interno.

Più di 1.900 studenti non pagano le tasse universitarie

Nel 2025 Bocconi ha investito complessivamente 57 milioni di euro nel sostegno agli studenti. Per il quinquennio 2026-2030 l’università prevede di destinare a questo obiettivo oltre 350 milioni.

Tra gli attuali iscritti, più di 1.900 beneficiano di un esonero totale. Il dato richiede una precisazione: non significa necessariamente che siano coperte tutte le spese necessarie per studiare a Milano, ma che questi studenti non devono pagare le tasse universitarie.

Il sistema Bocconi4Access to Education assegna gli aiuti tenendo conto del merito accademico e della situazione economica. Il sostegno può consistere nella copertura totale o parziale delle tasse, in una borsa oppure nell’assegnazione di un alloggio.

Si tratta di strumenti che rientrano in un quadro più ampio: il diritto allo studio universitario non comprende soltanto le borse, ma anche residenze, mense e servizi capaci di incidere sul costo reale della laurea.

Circa 2.800 posti nelle residenze

L’alloggio rappresenta uno dei principali ostacoli per chi arriva da fuori Milano. Per questo, accanto agli esoneri, Bocconi ha richiamato anche la disponibilità delle proprie residenze universitarie.

Il sistema offre circa 2.800 posti letto. Il totale comprende i 700 nuovi posti del Villaggio Olimpico.

La questione abitativa è direttamente collegata alla mobilità sociale. Una borsa o l’esenzione dalle tasse possono infatti non bastare se uno studente deve sostenere affitti troppo elevati. La possibilità di trovare una sistemazione a costo accessibile può determinare non soltanto la scelta dell’università, ma anche la possibilità di continuare gli studi.

I programmi per chi rischia di non arrivare all’università

Bocconi affianca agli aiuti economici alcuni interventi rivolti agli studenti che potrebbero non essere raggiunti dai canali tradizionali.

Il progetto “Una Scelta Possibile”, avviato nell’anno accademico 2013/2014, ha coinvolto in tredici edizioni 187 giovani provenienti da condizioni di svantaggio sociale ed economico. Secondo quanto comunicato dall’ateneo, il 95% dei partecipanti ha conseguito la laurea.

I Bocconi Inclusion Programs si rivolgono invece a rifugiati e studenti ad alto potenziale provenienti da territori segnati da povertà, instabilità politica o conflitti. Nell’anno accademico appena iniziato il programma accoglie 36 nuove matricole provenienti da 16 Paesi, cinque delle quali dalla Striscia di Gaza.

L’ateneo è entrato anche in Me.Mo. – Merito e Mobilità Sociale, il programma nazionale promosso dalla Scuola Superiore Sant’Anna con la Rete MERITA. L’obiettivo è intervenire prima dell’immatricolazione, quando uno studente può rinunciare a candidarsi perché considera l’università troppo distante dalle proprie possibilità.

Il tema riguarda l’intero sistema accademico italiano. Come mostrano anche i dati AlmaLaurea sulla mobilità sociale attraverso l’università, l’origine familiare continua a pesare sulla possibilità di accedere alla laurea e completare gli studi.

Anche l’accesso all’intelligenza artificiale può creare disuguaglianze

Nella relazione di apertura, Billari ha collegato la mobilità sociale anche alla possibilità di utilizzare le nuove tecnologie. L’intelligenza artificiale può ampliare le opportunità di apprendimento e di lavoro, ma rischia di produrre un nuovo divario tra chi possiede già strumenti e competenze e chi parte da una posizione meno favorevole.

Il Piano strategico Bocconi prevede quindi il rafforzamento delle infrastrutture tecnologiche e l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella didattica. L’ateneo ha stretto accordi con OpenAI, Google e Anthropic e ha adottato piattaforme specializzate nel settore giuridico.

L’obiettivo dichiarato non è soltanto offrire l’accesso agli strumenti, ma insegnare a utilizzarli in modo esperto, critico e responsabile. Se queste competenze diventano decisive nello studio e nel lavoro, la loro distribuzione rappresenta a sua volta una questione di pari opportunità.

Le disuguaglianze proseguono anche dopo la laurea

La mobilità sociale non termina con l’ingresso all’università. Le differenze possono continuare nel passaggio al lavoro, nell’accesso alle reti professionali e nella possibilità di accettare stage poco o per nulla retribuiti.

Billari ha richiamato il cosiddetto “class ceiling”: l’insieme delle barriere che può rallentare la carriera delle persone provenienti da contesti meno privilegiati, anche quando possiedono qualifiche equivalenti.

L’origine sociale continua infatti a condizionare le opportunità occupazionali, anche se il possesso di una laurea offre una maggiore protezione nel mercato del lavoro.

Bocconi intende estendere gli interventi anche alla formazione successiva. Dal 2022 SDA Bocconi destina ogni anno cinque milioni di euro a borse ed esenzioni per i master. Ne beneficiano mediamente circa 250 partecipanti all’anno, pari al 27% degli iscritti a questi programmi.

Dal 2027 dovrebbe inoltre partire il fondo “Learning Without Limits”, pensato per permettere l’accesso alla formazione executive anche a persone e organizzazioni che non potrebbero sostenerne interamente il costo.

La raccolta fondi per studenti e ricerca

Una parte degli interventi è sostenuta dalla campagna di raccolta fondi “A Place for the Future”, che punta a raggiungere 200 milioni di euro entro il 2030.

Tra il 2021 e il 2025 più di 6.700 donatori hanno permesso di raccogliere 90 milioni. Il 47% delle donazioni è stato destinato al sostegno degli studenti. Nell’anno accademico 2025/2026, 380 iscritti hanno ricevuto un aiuto finanziato dai donatori.

«Un’università non può da sola correggere tutte le disuguaglianze», ha concluso Billari. Può però decidere se limitarsi a selezionare il talento già visibile oppure creare le condizioni perché possa emergere anche quello che rischia di restare escluso.

È su questa promessa che Bocconi apre il proprio centoventicinquesimo anno: provare a fare dell’istruzione non la conferma delle condizioni di partenza, ma l’inizio di una possibilità.

Mariano Berriola

Mariano Berriola

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