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Scuole, 68 crolli in un anno: il 59% degli edifici senza certificato di agibilità

Mirko Bellaria by Mirko Bellaria
11 Settembre 2026
in News, Scuola
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Aula scolastica con intonaco caduto dal soffitto e area transennata per motivi di sicurezza.

crolli nelle scuole, Il rapporto ne registra 68 tra settembre 2025 e agosto 2026

Sessantotto crolli in dodici mesi, dodici persone ferite e oltre la metà degli edifici scolastici senza certificato di agibilità o di prevenzione incendi. È il quadro tracciato dal XXIV Rapporto dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola di Cittadinanzattiva, presentato alla Camera dei deputati.

Gli episodi sono stati registrati tra settembre 2025 e agosto 2026 e hanno riguardato soprattutto cadute di calcinacci e intonaco, distacchi di pannelli e controsoffitti e, nei casi più gravi, crolli di soffitti e solai.

Il rapporto prende in considerazione i 39.351 edifici scolastici attivi nell’anno 2024-2025 e rielabora i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, dell’INAIL, dell’ISPRA e della piattaforma “Italia Domani”.

Sessantotto crolli e dodici persone ferite

I 68 episodi censiti hanno provocato il ferimento di otto studenti e quattro adulti o componenti del personale scolastico. In altri casi il bilancio avrebbe potuto essere più grave: diversi crolli si sono verificati durante la notte, nei fine settimana o nei periodi di chiusura degli istituti.

Oltre alle conseguenze fisiche, il rapporto segnala i danni alle aule e agli arredi, le sospensioni delle lezioni e i disagi per studenti e famiglie. Il numero dei crolli è sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente e mostra quindi un problema che non può essere considerato episodico.

Separato dal dato sui crolli è quello degli infortuni scolastici denunciati all’INAIL. Nel 2025 sono stati 80.871, il 3,8% in più rispetto al 2024. Il 97% delle denunce riguarda eventi avvenuti durante le normali attività scolastiche, mentre il restante 3% si riferisce al tragitto tra casa e scuola.

Sicurezza nelle scuole, che cosa significa la mancanza dei certificati

Tra i 39.351 edifici esaminati, 23.218, pari al 59%, risultano privi del certificato di agibilità. Sono invece 22.968, il 58,36%, quelli senza certificato di prevenzione incendi. Il 42,09% delle unità strutturali considerate risulta inoltre senza collaudo statico.

Questi dati non significano automaticamente che tutte le scuole prive della documentazione siano pericolose o formalmente inagibili. Un edificio senza certificato di agibilità non coincide necessariamente con un edificio destinatario di un provvedimento di chiusura.

La mancanza delle certificazioni rappresenta però un vuoto rilevante: non permette di dimostrare attraverso una documentazione completa e aggiornata che siano state verificate tutte le condizioni richieste. Per questo occorre distinguere tra assenza del certificato, presenza di problemi strutturali accertati e dichiarazione formale di inagibilità.

Quasi una scuola su due costruita prima del 1976

Per 5.793 edifici, il 15% del totale, non è disponibile l’anno di costruzione. Tra quelli per i quali il dato è conosciuto, l’età media raggiunge i 60 anni e il 49% è stato costruito prima del 1976, anno precedente all’entrata in vigore della normativa antisismica richiamata dal rapporto.

Il 44% degli edifici, 17.408 strutture, si trova inoltre nelle zone a più elevata sismicità. Secondo Cittadinanzattiva, soltanto il 4% circa ha beneficiato di interventi di adeguamento o miglioramento sismico.

Ai rischi strutturali si aggiungono quelli del territorio. Sono 7.543 gli edifici situati in aree con pericolosità idraulica da moderata a elevata: rappresentano il 19,2% del totale e sono frequentati da oltre 1,34 milioni di studenti. Altri 5.113 edifici si trovano in aree interessate da diversi livelli di pericolosità da frana, con quasi 465mila alunni coinvolti.

Amianto, i 14mila edifici sono una stima e non un censimento

Il rapporto affronta anche la possibile presenza di amianto, ma su questo punto è necessaria una particolare cautela. In Italia non esiste ancora un censimento nazionale unico e omogeneo degli edifici scolastici nei quali il materiale sia stato effettivamente individuato.

L’INAIL ha utilizzato come riferimento la Lombardia, dove una mappatura ha rilevato materiali contenenti amianto in 1.127 dei 5.470 edifici scolastici censiti, pari al 20,6%.

Applicando questa percentuale agli edifici italiani costruiti tra gli anni Sessanta e Novanta, prima del divieto introdotto nel 1992, l’INAIL ha stimato che quelli potenzialmente interessati possano essere più di 14mila. Non si tratta quindi di 14mila scuole nelle quali l’amianto sia stato accertato, ma di una proiezione che evidenzia la necessità di completare la mappatura nazionale.

A che punto sono gli interventi del PNRR

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza finanzia 9.527 interventi riguardanti nuove scuole, nidi, mense, palestre e messa in sicurezza. Secondo i dati della piattaforma “Italia Domani”, aggiornati al 13 giugno 2026 e rielaborati nel rapporto, il 61% dei progetti risultava concluso o in fase di collaudo.

La situazione cambia però a seconda del tipo di opera. Risultava completato o in collaudo il 77% dei 3.079 interventi di messa in sicurezza, mentre per le 206 nuove scuole la percentuale si fermava al 40%.

Cittadinanzattiva chiede un investimento di tre miliardi di euro nel prossimo triennio: un miliardo all’anno, da dividere tra l’adattamento climatico e gli interventi strutturali prioritari. La richiesta comprende anche una mappatura integrata dei rischi sismici, idraulici e idrogeologici e l’aggiornamento periodico dei piani di emergenza.

Il rientro in classe riporta così al centro una questione che non riguarda soltanto la manutenzione degli edifici, ma il diritto degli studenti a frequentare ambienti sicuri, accessibili e capaci di affrontare rischi strutturali e climatici sempre più complessi.

Mirko Bellaria

Mirko Bellaria

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