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iPhone Duo da 2.369 euro: quando lo smartphone vale più di uno stipendio

Mariano Berriola by Mariano Berriola
11 Settembre 2026
in News
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Smartphone pieghevole generico su una scrivania universitaria accanto a un portafoglio vuoto.

Il prezzo dell’iPhone Duo supera la retribuzione mensile media di un giovane laureato a un anno dal titolo.

L’iPhone Duo da 2.369 euro costa circa 1,6 volte la retribuzione mensile netta di un laureato a un anno dal titolo. Per una giovane laureata, per chi lavora nel Mezzogiorno o proviene dai percorsi di studio meno remunerativi, il suo valore può avvicinarsi a due stipendi.

Il confronto tra il prezzo del nuovo smartphone pieghevole e i dati AlmaLaurea non serve a stabilire se acquistarlo sia giusto o sbagliato. Racconta qualcosa di più profondo: la distanza tra i desideri proposti dal mercato, le possibilità economiche reali dei giovani e il valore sociale che attribuiamo agli oggetti tecnologici.

Uno smartphone che vale 1,6 stipendi di un neolaureato

L’iPhone Duo, primo modello pieghevole presentato da Apple, partirà in Italia da 2.369 euro nella configurazione da 256 gigabyte. Non è il prezzo di tutti i nuovi iPhone, ma del prodotto collocato al vertice della nuova offerta.

Il dato assume un significato diverso se confrontato con le retribuzioni dei giovani laureati. Secondo l’analisi AlmaLaurea sui redditi osservati nel 2024, a un anno dal titolo un laureato di primo livello occupato guadagna mediamente 1.492 euro netti al mese. Per un laureato di secondo livello la media è di 1.488 euro.

Il prezzo iniziale dell’iPhone Duo equivale quindi a circa un mese e mezzo di retribuzione netta. Ma non si tratta di reddito disponibile: da quello stipendio devono essere sottratti affitto, trasporti, alimentazione, bollette e tutte le spese necessarie per vivere. Il tempo necessario per accumulare realmente quella cifra può così diventare molto più lungo.

Anche a cinque anni dalla laurea il confronto resta significativo. La retribuzione media mensile sale a 1.770 euro per i laureati di primo livello e a 1.847 euro per quelli di secondo livello, continuando però a essere inferiore al costo dello smartphone.

Lo stesso prezzo non pesa allo stesso modo per tutti

Dietro una media nazionale si nascondono differenze che raccontano le disuguaglianze nel mercato del lavoro. A un anno dalla laurea, AlmaLaurea rileva una retribuzione media di 1.634 euro per gli uomini e di 1.391 euro per le donne tra i laureati di primo livello. Tra quelli di secondo livello, gli uomini percepiscono mediamente 1.597 euro e le donne 1.407.

Per una giovane laureata, dunque, un telefono da 2.369 euro vale circa 1,7 mensilità nette. La distanza cresce ulteriormente per alcuni percorsi universitari nei quali le retribuzioni a un anno dal titolo si avvicinano ai 1.200 euro: in questi casi il prezzo corrisponde quasi a due mesi di stipendio.

Conta anche il luogo in cui si lavora. Tra i laureati di secondo livello occupati nel Mezzogiorno, la retribuzione media a un anno dal titolo è di 1.315 euro, contro i 1.521 euro registrati al Nord. Il prodotto è lo stesso, ma il sacrificio economico necessario per acquistarlo cambia sensibilmente.

La tecnologia diventa così una lente attraverso la quale osservare differenze di genere, territoriali e professionali. Non perché uno smartphone sia un bene indispensabile nella sua versione più costosa, ma perché il suo prezzo rende immediatamente visibili disuguaglianze che nei dati sugli stipendi possono sembrare astratte.

Da strumento quotidiano a simbolo di appartenenza

Lo smartphone occupa uno spazio particolare nella vita dei giovani. È insieme strumento di studio, lavoro, informazione, intrattenimento e relazione. A differenza di altri beni costosi, viene utilizzato e mostrato continuamente: nelle aule, sui mezzi pubblici, nei luoghi di lavoro e negli incontri con gli amici.

Per questo la scelta del modello può assumere anche un significato sociale. Il telefono non serve soltanto per comunicare, ma può diventare un segnale di appartenenza, gusto e disponibilità economica. La tecnologia promette di mettere tutti in connessione, ma i dispositivi attraverso i quali ci si connette continuano a raccontare le differenze tra le persone.

Non possedere l’ultimo modello non significa essere esclusi dalla vita digitale. Tuttavia, in una società nella quale l’identità viene costruita e mostrata anche attraverso gli oggetti, la pressione a restare aggiornati può essere forte. Soprattutto quando il confronto con gli altri avviene quotidianamente sui social.

Il vero prezzo è la distanza dall’autonomia

L’iPhone Duo è un prodotto tecnologico innovativo e nessuno è obbligato ad acquistarlo. Ma il confronto con gli stipendi conserva un valore simbolico: un oggetto destinato alla comunicazione può costare più di ciò che un giovane laureato guadagna lavorando per un mese.

La domanda non è soltanto quanto siamo disposti a pagare per uno smartphone. È quale valore attribuiamo al lavoro dei giovani e quanto reddito rimanga loro dopo aver affrontato le spese essenziali.

Quando un telefono vale un mese e mezzo o due mesi di stipendio, il rischio è che il desiderio venga finanziato rinviando altri obiettivi: andare a vivere da soli, formarsi, viaggiare o costruire un piccolo risparmio. Non è una responsabilità che può essere scaricata interamente sui ragazzi. È il riflesso di una società nella quale l’accesso ai consumi corre più velocemente dell’accesso all’autonomia.

Mariano Berriola

Mariano Berriola

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