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Serbia, gli studenti vincono le elezioni: dalle università alla sfida al potere di Vučić

Mariano Berriola by Mariano Berriola
26 Ottobre 2026
in News
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Folla di giovani festanti con bandiere della Serbia, illustrazione generata con IA.

Giovani e partecipazione politica in Serbia. Immagine illustrativa IA

La protesta nata nelle università ha conquistato le urne. In Serbia la Lista studentesca ha vinto le elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre 2026, costringendo Aleksandar Vučić a riconoscere la sconfitta in televisione. Una svolta arrivata dopo quasi due anni di mobilitazioni, che hanno trasformato la richiesta di giustizia per le vittime di Novi Sad in una sfida al sistema di potere del Paese.

I risultati provvisori attribuiscono alla lista il 52% dei voti e 138 dei 250 seggi del Parlamento, contro il 39% e 104 seggi della coalizione Serbia Unita guidata da Vučić. Numeri ancora da consolidare, che assegnerebbero agli studenti la maggioranza assoluta. L’affluenza ha sfiorato il 70%.

Tutto comincia dalla tragedia di Novi Sad

Il punto di partenza è il 1° novembre 2024. A Novi Sad crolla la pensilina della stazione ferroviaria appena ristrutturata: il bilancio raggiungerà 16 morti. Gli studenti chiedono di conoscere le responsabilità del disastro e di rendere pubblica la documentazione dei lavori.

La mobilitazione si allarga. Alle richieste di trasparenza si affiancano quelle di protezione dei manifestanti, liberazione degli arrestati e maggiori risorse per le università. Arriva il sostegno di agricoltori, avvocati, artisti e altri settori della società.

Il passaggio decisivo è questo: una protesta che nasce attorno a una tragedia diventa una domanda collettiva sul funzionamento delle istituzioni. Chi controlla le opere pubbliche? Chi risponde degli errori? Quali garanzie hanno i cittadini quando chiedono spiegazioni al potere?

Una lista costruita dagli studenti, aperta alla società

Definirla semplicemente “partito degli studenti” non restituisce del tutto la sua natura. La Studentska lista – Studenti pobeđuju, “Lista studentesca – Gli studenti vincono”, nasce dal movimento e raccoglie candidature provenienti da esperienze diverse.

Gli universitari hanno scelto attraverso assemblee plenarie persone dell’accademia, delle professioni, della cultura e dell’impegno civile. La lista comprende 250 candidati: il carattere studentesco riguarda soprattutto l’iniziativa politica e il metodo di selezione, non l’età o la condizione di chi viene eletto.

Anche la campagna ha puntato sul rapporto diretto con le persone, attraversando quartieri e piccoli centri. Diversi partiti dell’opposizione hanno rinunciato a presentarsi per sostenere la lista ed evitare la dispersione dei voti. Il movimento è così diventato il punto di incontro di un consenso più ampio delle università.

La sfida a un potere consolidato

Il confronto con Vučić ha messo in discussione un sistema politico radicato da quattordici anni. Alla centralità del leader gli studenti hanno contrapposto un’organizzazione fondata sulle assemblee e sulla partecipazione.

La questione democratica aveva già assunto una dimensione europea. Nell’ottobre 2025 il Parlamento europeo aveva condannato violenze, intimidazioni e arresti contro manifestanti pacifici, giornalisti e rappresentanti della società civile, chiedendo alle autorità serbe garanzie per la libertà di espressione e istituzioni indipendenti.

La vittoria elettorale dà ora alla richiesta di cambiamento una possibilità concreta di incidere sulle decisioni pubbliche.

Dopo le piazze, la responsabilità di governare

Per gli studenti comincia una fase diversa. Il consenso raccolto dovrà tradursi in una maggioranza operativa, nella formazione del governo e in scelte verificabili.

La sfida sarà mantenere il rapporto con chi ha partecipato alle mobilitazioni, facendo convivere esperienze e sensibilità differenti. Trasparenza, responsabilità e indipendenza delle istituzioni diventeranno anche i criteri con cui giudicare i nuovi eletti.

La Serbia mostra quanto possa diventare incisiva la partecipazione dei giovani quando trova organizzazione e continuità. Adesso quella partecipazione dovrà misurarsi con la prova più impegnativa: trasformare la fiducia ricevuta in risultati.

Mariano Berriola

Mariano Berriola

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