In Serbia gli studenti portano la loro sfida alle urne. Le elezioni parlamentari anticipate di domenica 25 ottobre 2026 mettono alla prova la capacità del movimento studentesco di trasformare la mobilitazione nelle piazze in rappresentanza politica, contendendo consensi al Partito progressista serbo, SNS, di Aleksandar Vučić.
Il voto arriva dopo una lunga stagione di proteste. Al centro ci sono le richieste di trasparenza, responsabilità delle istituzioni e cambiamento democratico che hanno attraversato le università e coinvolto altri settori della società serba. La domanda, adesso, è quanto di quella partecipazione possa tradursi in seggi.
Dalla tragedia di Novi Sad alla mobilitazione
L’origine della protesta risale al 1° novembre 2024, quando il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad provocò una tragedia il cui bilancio raggiunse 16 vittime.
La richiesta di accertare le responsabilità del disastro si è progressivamente allargata. Gli studenti hanno chiesto chiarezza sulla gestione delle opere pubbliche, trasparenza e riforme democratiche, facendo della vicenda una questione nazionale.
Il Parlamento europeo, nella risoluzione approvata il 22 ottobre 2025, aveva richiamato proprio questo passaggio: dalla domanda di giustizia per le vittime alla richiesta di istituzioni più responsabili. Aveva inoltre sollecitato un’indagine indipendente e trasparente e condannato intimidazioni e violenze contro i manifestanti pacifici.
Una lista sostenuta dagli studenti, con candidati della società civile
La candidatura nata dal movimento si presenta con il nome “Studentska Lista – Studenti Pobeđuju”, traducibile come “Lista studentesca – Gli studenti vincono”.
Il ruolo degli universitari non significa che tutti i candidati siano studenti. Già alla presentazione della campagna, nel settembre scorso a Novi Sad, erano emerse figure provenienti dall’accademia, dal diritto e dalla cultura, tra cui l’attore Tihomir Stanić.
La scelta rende evidente il tentativo di allargare la rappresentanza oltre gli atenei. Gli studenti hanno promosso una mobilitazione che cerca interlocutori e candidati anche tra persone con esperienze professionali diverse.
Negli ultimi giorni della campagna, candidati e sostenitori si sono messi in cammino da diverse città verso Belgrado, in vista dell’appuntamento conclusivo annunciato per il 22 ottobre in piazza Slavija.
Il voto e le segnalazioni dai seggi
Le urne sono aperte dalle 7. Nel corso della giornata ANSA ha riferito di lunghe code e segnalazioni di irregolarità e incidenti in alcune località.
Il presidente della Commissione elettorale nazionale, Vladimir Dimitrijević, ha invece dichiarato che in un gran numero di seggi le operazioni si stavano svolgendo senza incidenti o irregolarità. Le denunce e le verifiche delle autorità restano quindi un elemento da seguire, distinto dai risultati del voto.
Nell’aggiornamento ANSA delle 14:38 del 25 ottobre non sono ancora disponibili esiti elettorali.
La sfida della rappresentanza
Il caso serbo mette al centro un problema che riguarda la partecipazione delle nuove generazioni: come dare continuità a una protesta e trasformare le richieste collettive in decisioni pubbliche.
La prova delle urne misurerà il consenso della lista sostenuta dal movimento. Il passaggio successivo sarà capire quale peso potrà avere nel Parlamento e come porterà nelle istituzioni le domande emerse nelle università e nelle piazze.



