CorriereUniv alla Sapienza prima dell’inizio delle lezioni. I ragazzi raccontano aspettative e paure mentre parte la seconda edizione del nuovo accesso a Medicina, con meno iscritti ma più posti disponibili.
La prima prova, per ora, è entrare in aula.
Gli esami arriveranno a dicembre e gennaio, ma per oltre 52mila aspiranti medici oggi, 1° settembre, comincia il percorso che deciderà chi potrà continuare Medicina nel secondo semestre.
CorriereUniv è andato alla Sapienza Università di Roma prima dell’inizio delle lezioni per incontrare direttamente i ragazzi e capire con quale spirito affrontano questa nuova partenza: entusiasmo, voglia di provarci, aspettative, ma anche la consapevolezza che il semestre aperto non sarà una passeggiata.
Nel video realizzato questa mattina da CorriereUniv alla Sapienza, gli studenti raccontano proprio il loro punto di vista alla vigilia dell’ingresso in aula.
La seconda edizione del semestre aperto parte infatti con una differenza importante rispetto alla prima: questa volta gli studenti sanno già molto meglio cosa li aspetta.
Dopo la sorpresa del primo anno, ora si parte più consapevoli
Quando il nuovo sistema debuttò nel 2025, l’abolizione del tradizionale test di ingresso aveva alimentato l’idea di un accesso più aperto a Medicina.
La selezione, però, non era scomparsa.
Era stata semplicemente spostata alcuni mesi più avanti, dopo un primo semestre di lezioni universitarie e tre esami nazionali di Biologia, Chimica e propedeutica biochimica e Fisica.
Per molti studenti la prima esperienza si è rivelata più complessa di quanto immaginato.
Ed è proprio quel precedente che accompagna oggi la partenza della seconda edizione: chi entra in aula nel 2026 sa già che il semestre aperto significa frequenza obbligatoria, studio intensivo, tre prove nazionali e una graduatoria finale.
Il MUR ha modificato quest’anno diversi aspetti del percorso anche sulla base del confronto con gli studenti: più tempo per le lezioni, programmi rivisti e due appelli spostati più avanti nel calendario. Il primo si terrà il 10 dicembre 2026, il secondo l’11 gennaio 2027.
Meno iscritti rispetto allo scorso anno
C’è poi un dato che rende questa partenza particolarmente interessante.
Nel 2025 erano stati 54.313 gli iscritti al semestre aperto per Medicina e Chirurgia. Quest’anno sono oltre 52.300.
Circa duemila aspiranti medici in meno.
Complessivamente gli iscritti al semestre aperto, considerando anche Odontoiatria e Veterinaria, sono 62.200: 52.300 a Medicina, 4.300 a Odontoiatria e 5.550 a Veterinaria. Il 72% sono studentesse.
È ancora troppo presto per dire se il calo sia direttamente collegato alle difficoltà emerse nella prima edizione del nuovo sistema. Ma il dato segna comunque una discontinuità. La domanda diminuisce proprio mentre l’offerta aumenta.
Più posti disponibili mentre calano gli aspiranti
Per l’anno accademico 2026/2027 i posti complessivamente disponibili a Medicina sono infatti 27.001, circa tremila in più rispetto allo scorso anno.
Considerando anche Odontoiatria e Veterinaria, l’offerta raggiunge quota 30.225 posti, con un aumento complessivo di 3.160 unità.
È una dinamica che CorriereUniv aveva già evidenziato nei giorni scorsi: mentre il sistema universitario continua ad ampliare la propria capacità formativa, il numero di ragazzi che sceglie di affrontare il semestre aperto comincia a rallentare.
Il primo giorno del nuovo anno assume quindi anche un valore simbolico. Da una parte ci sono più opportunità. Dall’altra, una generazione di aspiranti medici forse più consapevole dei costi, dell’impegno e dell’incertezza legati al nuovo percorso.
Alla Sapienza si comincia con quattro ore di lezione ogni mattina
Alla Sapienza il semestre aperto parte oggi con un’organizzazione articolata su cinque poli didattici: Rosso, Giallo, Verde, Rosa e Celeste.
Per tutto il mese di settembre gli studenti potranno frequentare in presenza e sarà garantita anche la possibilità di collegarsi da remoto.
Le lezioni si svolgeranno dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, quattro ore ogni mattina. Ogni insegnamento prevede lezioni di due ore.
A ottobre l’organizzazione cambierà: la presenza funzionerà attraverso un sistema di rotazione e prenotazione settimanale, mentre rimarrà sempre possibile seguire da remoto.
A novembre, invece, la didattica sarà prevalentemente online e aumenteranno tutorato, esercitazioni e approfondimenti finalizzati alla preparazione degli esami.
Anche questo racconta quanto il semestre aperto sia diventato qualcosa di diverso dalla normale vita universitaria.
Non soltanto un corso, ma una lunga preparazione alla selezione.
Biologia, Chimica e Fisica: 18 crediti per conquistare il secondo semestre
Il percorso resta costruito sui tre insegnamenti nazionali:
Biologia, Chimica e propedeutica biochimica e Fisica. Ciascuno vale 6 crediti formativi, per un totale di 18 CFU.
Alla Sapienza, come previsto dalla normativa nazionale, un credito corrisponde a 25 ore complessive di impegno dello studente: metà dedicate a lezioni ed esercitazioni e metà allo studio individuale.
Questo significa che gran parte della partita si giocherà anche lontano dalle aule.
Organizzare il tempo, trovare un metodo di studio e riuscire a mantenere il ritmo per tre materie contemporaneamente sarà fondamentale.
Ed è probabilmente proprio questa la consapevolezza che emerge maggiormente alla vigilia dell’inizio: essere entrati nel semestre non significa ancora essere entrati a Medicina.
La graduatoria quest’anno cambia
Anche la selezione finale è stata modificata. La graduatoria nazionale sarà divisa in tre sezioni. Nella prima entreranno gli studenti che avranno superato tutti e tre gli esami; nella seconda quelli che ne avranno superati almeno due con almeno 18/30; nella terza chi ne avrà superato uno solo.
All’interno delle tre sezioni conterà poi il punteggio ottenuto. Rispetto al primo anno, quindi, il sistema prova a evitare che un singolo esame non superato determini automaticamente l’esclusione dalla graduatoria.
Chi risulterà comunque collocato in posizione utile potrà recuperare i crediti mancanti nella sede di assegnazione prima dell’immatricolazione al secondo semestre.
Un cambiamento non secondario, maturato proprio dopo le criticità emerse nel primo anno di applicazione.
“Il test è stato abolito”, ma non la competizione
È forse questo l’equivoco che il secondo anno del semestre aperto sta definitivamente cancellando. Non esiste più il test unico sostenuto prima di entrare nelle università statali in lingua italiana. Ma continua a esistere un numero programmato di posti. E continua quindi a esistere una competizione tra gli studenti. Solo che oggi la competizione comincia dentro l’università. Gli aspiranti medici frequentano insieme le lezioni, sostengono gli stessi esami e solo dopo alcuni mesi scoprono chi potrà proseguire.
I numeri raccontano il sistema, i ragazzi raccontano cosa significa viverlo
Ed è proprio qui che le voci raccolte oggi da CorriereUniv acquistano valore.
I numeri dicono che gli iscritti sono diminuiti.
I decreti dicono che i posti sono aumentati.
I calendari stabiliscono quando arriveranno gli esami.
Ma davanti alle aule ci sono ragazzi che stanno iniziando uno dei periodi più delicati della loro vita universitaria.
Alcuni arrivano direttamente dalla scuola superiore, altri hanno già provato in passato ad accedere a Medicina, altri ancora hanno scelto di tentare più strade contemporaneamente.
Tutti, però, condividono la stessa incertezza: sapere che oggi cominciano Medicina senza avere ancora la certezza di poterla continuare.
È probabilmente questa la particolarità più forte del semestre aperto.
Questa volta nessuno confonde più la porta aperta con un posto assicurato
La riforma ha aperto a tutti la porta del primo semestre.
L’esperienza dello scorso anno ha però mostrato con chiarezza che quella porta non coincide con la certezza di diventare studenti di Medicina.
Quest’anno gli aspiranti medici sembrano partire con una consapevolezza diversa.
Meno entusiasmo ingenuo, forse. Più attenzione alle regole, alla graduatoria e agli esami.
E mentre questa mattina le aule della Sapienza cominciano a riempirsi, la seconda edizione del semestre aperto entra finalmente nel vivo.
Il test d’ingresso non c’è più. La selezione, invece, comincia da oggi.
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