Un video virale sta facendo il giro del web: un uomo tenta di fare uno scherzo al robot Tesla Optimus, presumendo una reazione banale, ma finisce per essere lui stesso “prankato due volte più forte”. La scena ha catturato l’attenzione degli appassionati di tecnologia e generato migliaia di commenti: cosa significa per il rapporto tra umani e robot?
Nelle immagini si vede un YouTuber (conosciuto sui social come “Channel Korean Jay”) affrontare Optimus al Tesla Diner: con la mano tesa, chiede al robot di dargli dei popcorn. Ma quando Optimus si avvicina, il ragazzo ritrae la mano, scherzando con il bot.
Ciò che accade dopo sorprende: il robot ripete lo stesso scherzo sull’uomo, ritraendo la propria mano un paio di volte prima di consegnare i popcorn. In sostanza, Optimus “pranka” chi ha provato a prankarlo.
Il gesto è talmente riconoscibile che molti lo definiscono una “vendetta robotica”: un contropiede elegante e robotico a chi aveva osato provocarlo.
Le reazioni del pubblico
Il video ha diviso l’opinione tra chi lo considera un semplice momento divertente e chi lo interpreta come un segnale più profondo. Alcuni commenti social ammoniscono: “Non scherzare con Optimus, ti risponderà”, “Sembra che il robot abbia un senso dell’umorismo programmato”.
Tra meme, share e ripostaggi, il video dimostra quanto l’intelligenza artificiale e i robot antropomorfi stiano guadagnando un posto anche nei nostri codici sociali: non più oggetti muti, ma interlocutori — almeno simbolicamente — con cui si instaura un dialogo, scherzoso o serio che sia.
Non è solo uno scherzo: cosa suggerisce questo “prank invertito”
Dietro la leggerezza del video si nascondono implicazioni tecniche e culturali:
- Comportamento emergente: se Optimus reagisce in modo speculare, potrebbe trattarsi di un comportamento programmato o emergente, non solo di una semplice reazione predefinita.
- Simbolismo antropomorfico: attribuiamo ai robot caratteristiche umane (umorismo, vendetta, sarcasmo), anche quando sono espressioni di algoritmi.
- Confini tra uomo e macchina: quando un robot “pranka” un essere umano, viene messa in gioco la percezione di agency (capacità d’azione) dei robot.
- Sfida alla relazione uomo-macchina: episodi come questo ci costringono a riflettere su chi sia il “manipolatore” e chi il “manipolato”.
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