“Sono stanco della scuola”. Un biglietto lasciato in casa a Roma, nel quartiere Coppedé, fra Trieste e Parioli, prima di cadere dal secondo piano. È morto così giovedì sera alle 23, nonostante i soccorsi da parte del personale medico dell’Ares 118, uno studente di 13 anni, allievo tennista in un circolo della Capitale, al quale Flavio Cobolli ha dedicato la vittoria nel torneo di Monaco di Baviera. “Ogni punto che giocherò, ogni palla che toccherò, ogni passo che farò – ha scritto il tennista romano – penserò a te. Giocherò per te e ti porterò con me ovunque andrò. Ti giuro che non verrai mai dimenticato”.
Sulla tragica fine del 13enne indagano gli agenti del commissariato Salario-Parioli che hanno svolto gli accertamenti del caso. Esclusa dagli stessi inquirenti, coordinati dalla Procura, l’ipotesi di episodi di bullismo a scuola. Si indaga sul perché di quel messaggio e per questo motivo non si esclude che nelle prossime ore possano essere sentiti i familiari dell’adolescente. Lo stesso potrebbe essere fatto con gli insegnanti del 13enne per capire se in questo periodo stesse vivendo una qualche forma di disagio. Sia a scuola sia in altri ambiti. Durante il sopralluogo nell’appartamento dei genitori gli agenti avrebbero anche trovato confezioni di farmaci tranquillanti.
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