“Anche la prof mi bullizza”. Proseguono le indagini sulla morte di Paolo Mendico, lo studente di 14 anni che si è tolto la vita nella sua stanza, nell’appartamento di famiglia a Santi Cosma e Damiano (Latina) l’11 settembre scorso, nel giorno di inizio della scuola. In procura a Latina è aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. E intanto la dirigente dell’istituto viene sospesa, con un provvedimento del ministero, per tre giorni.
Il diario di Paolo
Marisa Aloia, una psicologa grafologa forense, incaricata dai genitori del ragazzo, sta analizzando i diari di Paolo, dai quali emergerebbe il suo turbamento.
“In una delle pagine che abbiamo analizzato – spiega Aloia, che si è occupata di casi come il delitto di Novi Ligure, in particolare di Erika De Nardo, e del massacro alla Columbine High School in Colorado nel 1999 – riferisce un episodio legato al fatto che era stato rimandato in matematica, appare molto arrabbiato con l’insegnante perché un suo compagno, uno dei presunti bulli, era stato invece promosso nonostante il rendimento non fosse buono. Era stato promosso perché si era iscritto al doposcuola, cosa che Paolo non poteva fare per motivi economici”.
La professoressa, spiega ancora la psicologa, “aveva obiettato che in fondo il doposcuola non costava così tanto. Questo discorso aveva turbato molto Paolo che probabilmente si sentì umiliato e accusato davanti alla classe intera”. Ci sono anche altri elementi dai quali, secondo la grafologa, emergerebbe tutto il disagio dell’adolescente. “Le persone non capiscono tanto”, scrive Paolo restituendo un senso di solitudine.
L’indagine del ministero
L’indagine interna nella scuola avviata dagli ispettori del ministero ha messo in rilievo che ci sono state omissioni e bugie da parte dell’istituto Pacinotti e adesso si attende la decisione da parte dell’ufficio regionale scolastico su per altri due procedimenti disciplinari chiesti, oltre che per la dirigente scolastica, anche per la vicepreside. “Le insegnanti di Paolo sono delle grandissime bugiarde», aveva detto il padre Giuseppe Mendico. “Ci sono delle chat – aggiunge – che parlano proprio dell’ultimo episodio in cui Paolo è stato sbattuto al muro. Quelle chat inchioderanno le insegnanti”.
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