Si è chiusa con oltre 20 mila giovani la XVIII edizione dello Young International Forum, il Salone internazionale dell’orientamento svoltosi dal 14 al 16 ottobre ai Cinecittà Studios e promosso dalla Fondazione Italia Education e da Corriere Università e Lavoro. Una tre giorni di incontri, dibattiti e confronto sui temi che vanno dall’università al lavoro, dalla salute mentale all’educazione sessuale, passando per politica e innovazione.
“A rendere la sfida ancor più urgente è la conbinazione tra la difficoltà delle aziende nel reperire personale e progressivo calo demografico. Con un duplice rischio: da un lato le imprese saranno impossibilità a realizzare i propri progetti per mancanza di figure adeguate, dall’altro i giovani rimarranno ai margini del mercato del lavoro”, ha affermato Mariano Berriola, direttore del Corriere Università e Lavoro e del Forum. “In questo scenario l’università deve essere il piano A e il piano B di ogni giovane”. Tra gli appuntamenti centrali, la presentazione del Rapporto Università 2026, curato da Stefano Ubertini, che analizza l’attrattività degli atenei attraverso l’Indice Qualitativo di Attrattività (IQA), considerando internazionalizzazione, rapporto con il territorio, accessibilità, specializzazione ed esiti formativi.

Una delle novità di questa edizione è stato il ciclo “Il mio primo voto. La politica risponde ai giovani: scuola, formazione e lavoro”, pensato per i futuri elettori in vista delle prossime politiche. Carlo Calenda, leader di Azione, ha sottolineato il valore della partecipazione democratica nell’era dell’intelligenza artificiale, mentre Ylenja Lucaselli, capogruppo di Fdi in commissione Bilancio alla Camera, ha ricordato il legame del voto con la Manovra e invitato i giovani ad avvicinarsi alla politica.

Sul fronte istituzionale sono intervenuti, tra gli altri, Danilo Giovanni Festa (Ministero del Lavoro), Donata Vianelli (Commissione Orientamento CRUI), Filomena Sisca (Regione Lazio), Lorenzo Marinone (Roma Capitale) e Olga Villani (Ufficio scolastico regionale del Lazio), con un messaggio comune: gli errori e i cambi di rotta fanno parte del percorso. Nell’incontro con i rettori Nathan Levialdi Ghiron (Tor Vergata), Massimiliano Fiorucci (Roma Tre) e Tiziana Laureti (Tuscia) si è parlato di ascolto delle aspirazioni, intelligenza artificiale e legame con i territori.
Spazio anche alla geopolitica, con i giornalisti Andrea Gerli e Barbara Schiavulli: “I giovani si devono arrabbiare un po’ di più”, ha detto quest’ultima, ricordando che le guerre nel mondo sono passate da 30 a 62. Ampio spazio hanno avuto poi i laboratori su curriculum e colloquio, le professioni della transizione ambientale e l’autoimprenditorialità. Sul fronte del benessere, la sessuologa Monica Calcagni ha parlato di educazione affettiva e prevenzione, mentre la Psicologa Cruda ha invitato a puntare su “meno aspettative, più desideri”. Infine, le ambasciate presenti hanno illustrato borse di studio e opportunità di mobilità all’estero. Gli organizzatori: “Il Forum chiude rinnovando l’impegno per l’orientamento, nella convinzione che il dialogo tra scuola, università, istituzioni e lavoro sia la leva per rendere i giovani più consapevoli delle proprie possibilità”.




