I blocchi stradali e le difficoltà nei rifornimenti di carburante complicano gli spostamenti a Napoli e portano la Federico II alla didattica a distanza. Intanto, le proteste studentesche riportano al centro le condizioni necessarie per studiare e costruirsi un futuro in città. Due questioni sulle quali CorriereUniv ha raccolto le parole del sindaco Gaetano Manfredi e del rettore dell’Università Federico II Andrea Mazzucchi.
Le interviste sono state realizzate a margine di “Cambio di Paradigma”, il forum organizzato a Napoli dal Mattino per riflettere sui nuovi equilibri economici e geopolitici internazionali. Un incontro tra formazione, politica e imprese strategiche, dedicato alle trasformazioni che attraversano Africa, Medio Oriente e Asia: dalle rotte commerciali alla sicurezza energetica, dalle materie prime all’innovazione tecnologica e all’intelligenza artificiale.
A margine di questo confronto, abbiamo rivolto al sindaco e al rettore domande sulle difficoltà che i giovani stanno vivendo nella città.
Blocchi stradali e rifornimenti, le conseguenze sulle lezioni
Alle mobilitazioni degli studenti, diffuse tra scuole e università, si affiancano le agitazioni degli autotrasportatori. I blocchi degli approvvigionamenti e le difficoltà nel reperire carburante hanno conseguenze anche sulla possibilità di raggiungere le sedi universitarie.
È in questo contesto che la Federico II ha adottato la didattica a distanza. Una risposta all’emergenza che Mazzucchi descrive mettendo al centro il valore dell’incontro quotidiano tra studenti e docenti.
«Un provvedimento doloroso», sottolinea il rettore al microfono di CorriereUniv, «perché io credo fortemente che l’università si costruisce sul tessuto di relazioni umane, ma è un provvedimento assunto per rispondere all’emergenza che impedisce la mobilità in maniera serena».
Mazzucchi: «Spero che quanto prima sia possibile tornare in presenza»
Il rettore richiama anche il confronto con le altre università della regione, precisando che le scelte organizzative hanno avuto sfumature diverse.
«Si tratta di una decisione che abbiamo sostanzialmente condiviso con diverse sfumature assieme agli altri atenei campani, ma credo che tutti vorremmo quanto prima tornare alla normalità. Spero che quanto prima sia possibile tornare in presenza».
Nelle sue parole, la Dad resta dunque una soluzione legata alle difficoltà della mobilità. Il ritorno nelle aule è l’obiettivo indicato dal rettore, che considera le relazioni umane una componente essenziale dell’esperienza universitaria.
Manfredi: la casa accessibile è «la vera sfida»
Al sindaco abbiamo posto il tema abitativo, una delle ragioni delle proteste studentesche in Italia. Perché Napoli, città simbolo del Mezzogiorno, possa essere davvero a misura di giovani, quali politiche servono per rendere accessibile la casa?
«Questo sicuramente è uno dei grandi temi», risponde Manfredi, «riuscire ad avere una residenzialità accessibile, in città ma anche nell’area metropolitana. Su questo credo che dobbiamo lavorare, ci sono delle attività in corso legate al Piano Casa, però insomma questa è la vera sfida che abbiamo davanti».
La risposta allarga lo sguardo oltre il centro cittadino e comprende l’area metropolitana. Il sindaco richiama le attività collegate al Piano Casa e riconosce nell’accessibilità degli alloggi una questione decisiva per il futuro dei giovani.
L’impegno del sindaco per chi vuole restare a Napoli
Alla domanda sull’impegno per le nuove generazioni, Manfredi indica una direzione: «Creare una Napoli sempre più accogliente, sempre migliore, per fare in modo che il loro futuro, la loro scelta di futuro possa essere qui».
Raggiungere l’università, frequentare le lezioni e trovare una casa sostenibile sono aspetti diversi della possibilità di vivere la città. L’emergenza degli spostamenti richiede risposte immediate; la sfida abitativa riguarda anche le scelte di chi, dopo gli studi, vorrebbe restare a Napoli.
Di Vincenzo: creare le condizioni per far tornare i giovani
Sul futuro delle nuove generazioni interviene anche Vincenzo Di Vincenzo, direttore del Mattino: «Il tema non è soltanto trattenerli, è bene che vadano anche all’estero e vadano fuori, ma l’importante è che tornino, tornino con le esperienze fatte fuori, con un arricchimento».
Per Di Vincenzo, il ritorno passa dalla capacità di attrarre investimenti e centri decisionali, offrendo opportunità professionali corrispondenti a quelle trovate altrove. Una prospettiva che comprende anche chi arriva da altri Paesi: «L’importante quindi non solo è trattenerli, ma è anche attrarre dall’estero».
Alessandra De Cristofaro
Prossima lettura: Napoli, torna la Dad alla Federico II: lezioni a partire da oggi, 22 ottobre.




