Oggi con la seconda prova si chiude il capitolo degli scritti della Maturità 2026: da domani tutti i maturandi dovranno concentrarsi sul nuovo colloquio orale, profondamente riformato rispetto agli anni scorsi.
La Maturità 2026 introduce infatti una novità importante proprio sull’orale, che cambia struttura e logica di valutazione rispetto al vecchio modello.
Fine degli scritti, inizia la “fase orale”
Con il termine della seconda prova, gli esami entrano nella loro fase decisiva: il colloquio.
Addio ai vecchi “percorsi” con collegamenti interdisciplinari forzati su ogni materia: il nuovo orale punta su un set preciso di discipline e su una valutazione più chiara delle competenze del candidato.
Le 4 materie dell’orale: come funziona
Il colloquio ruota attorno a quattro materie ben definite, stabilite dal Ministero per ogni indirizzo.
Lo schema è sempre lo stesso:
- Lingua e letteratura italiana (materia della prima prova).
- La materia della seconda prova scritta (per esempio Latino al Classico, Matematica allo Scientifico).
- Terza materia scelta dal Ministero.
- Quarta materia scelta dal Ministero.
Qualche esempio concreto per capire la logica:
- Liceo Classico: Italiano, Latino, Storia, Matematica.
- Liceo Scientifico: Italiano, Matematica, Storia, Scienze naturali.
- Liceo Linguistico: Italiano, Lingua straniera 1, Lingua straniera 2, Scienze naturali.
- Istituto Tecnico Informatica (Informatica e Telecomunicazioni): Italiano, Sistemi e reti, Inglese, Informatica.
Le 4 materie specifiche per ogni indirizzo si possono verificare sul portale del Ministero o su Unica: è fondamentale controllarle per impostare lo studio degli ultimi giorni in modo mirato.
Come si svolge il nuovo colloquio
L’orale dura in media tra i 40 e i 60 minuti.
Non è una “interrogazione fiume” nozionistica, ma un colloquio strutturato, che può seguire questa scaletta:
- Presentazione iniziale a partire dal Curriculum dello studente.
- Domande sulle 4 materie d’esame, con possibilità di collegamenti quando ha senso.
- Presentazione dell’esperienza PCTO (ex alternanza scuola-lavoro).
- Verifica di Educazione civica / cittadinanza attiva.
- Eventuale discussione delle prove scritte e chiarimenti richiesti dalla commissione.
L’obiettivo è capire come ragioni, come colleghi i contenuti, come sai argomentare: non basta “aver studiato”, serve mostrare maturità critica.
Educazione civica e PCTO: cosa ti chiederanno
Per Educazione civica la commissione verifica le competenze legate a cittadinanza, Costituzione, sostenibilità e ai principali temi trattati nel triennio.
Per il PCTO dovrai presentare la tua esperienza con una breve relazione (scritta o multimediale), spiegando cosa hai fatto e soprattutto che cosa ti ha lasciato in termini di orientamento per il futuro (università, ITS, lavoro).
Ci può essere anche un momento dedicato alla revisione delle prove scritte: la commissione può chiederti di chiarire passaggi poco chiari o errori significativi, per capire come li rielabori a posteriori.
Punteggio e obbligo di presentarsi
Il colloquio orale vale un massimo di 20 punti, esattamente come la prima prova di italiano e la seconda prova scritta.
Attenzione però a una novità rilevante: l’esame è valido solo se lo studente sostiene tutte le prove. Se uno studente si rifiuta di presentarsi o di farsi valutare all’orale, l’anno va ripetuto.
Questa scelta nasce per evitare casi come quelli dello scorso anno, in cui alcuni ragazzi non avevano sostenuto l’orale ma erano stati comunque promossi, con l’unica penalizzazione sul punteggio finale.
Meno sorpresa, più preparazione mirata
In sintesi, con la chiusura degli scritti oggi si apre una fase più prevedibile, ma non per questo meno impegnativa:
- sai già su quali 4 materie verterà il colloquio;
- puoi preparare con calma Curriculum, PCTO ed Educazione civica;
- devi però allenarti a ragionare ad alta voce, costruire risposte argomentate, mantenere il contatto visivo con la commissione e non sfuggire allo sguardo dei docenti.
Il consiglio per i prossimi giorni è simulare il colloquio come se fossi già davanti alla commissione, magari facendoti interrogare da un amico, un familiare o un docente, per arrivare all’orale con sicurezza, chiarezza e consapevolezza di ciò che sai fare.



