È iniziata la procedura che porterà all’attribuzione delle cattedre a tempo indeterminato per l’anno scolastico 2026/2027. Il ministero dell’Istruzione e del Merito punta a coprire 46.642 posti vacanti e disponibili attraverso un percorso articolato in tre fasi e sei diverse procedure di reclutamento, con l’obiettivo di ridurre il ricorso alle supplenze e garantire la stabilità degli organici. Ecco cosa sapere.
Con la pubblicazione del decreto ministeriale che autorizza il contingente delle assunzioni e delle relative istruzioni operative, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato le procedure per le immissioni in ruolo dell’anno scolastico 2026/2027. Il provvedimento conferma una situazione ormai consolidata: la maggior parte delle cattedre vacanti continua a concentrarsi nelle regioni del Nord, mentre una quota significativa degli aspiranti docenti risiede nel Mezzogiorno.
I posti messi a disposizione
La Lombardia guida la classifica con 12.129 posti vacanti, pari a circa il 26% del totale nazionale. Seguono Veneto (5.094), Piemonte (4.397), Emilia-Romagna (3.357), Liguria (1.369) e Friuli-Venezia Giulia (1.097). Nel complesso queste sei regioni mettono a disposizione oltre 27mila cattedre, equivalenti al 58,8% dell’intero contingente destinato alle immissioni in ruolo. Molto più contenuta, invece, la disponibilità complessiva nelle regioni meridionali. Sommando Calabria, Campania, Molise, Sicilia, Sardegna e Puglia, infatti, si arriva appena a circa 10mila posti.
Anche quest’anno il ministero ha ampliato gli strumenti per effettuare le assunzioni, con l’intento di limitare il rischio che numerose cattedre rimangano senza titolare e debbano poi essere affidate ai supplenti. Un risultato reso possibile anche dalla riforma dei concorsi prevista dal Pnrr, che ha introdotto selezioni annuali e procedure semplificate. L’inserimento degli elenchi degli idonei ha portato il numero complessivo delle modalità di reclutamento a sei, organizzate in tre distinti passaggi:
- La prima fase, che si è conclusa ieri, riguardava le ordinarie immissioni in ruolo, l’attribuzione delle sedi ai docenti assunti a tempo indeterminato, i contratti finalizzati al ruolo per i vincitori di concorso ancora privi di abilitazione e gli eventuali scorrimenti delle graduatorie;
- Da oggi, 31 luglio, al 13 agosto si svolgerà invece la seconda fase, dedicata all’assegnazione dei posti di sostegno ai candidati inseriti nella prima fascia delle Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps) all’interno della provincia di iscrizione;
- L’ultima tappa dovrà concludersi entro il 21 agosto. In questa fase saranno attribuite sia la provincia sia la sede ai docenti della I fascia Gps sostegno che avranno presentato domanda tra il 14 e il 18 agosto per partecipare alla procedura interprovinciale, nota come “mini call veloce”.
Vincitori ancora non abilitati
Le istruzioni ministeriali disciplinano anche la situazione dei vincitori di concorso che non hanno ancora conseguito l’abilitazione. Se il percorso abilitante sarà completato prima della sottoscrizione del contratto, il docente verrà assunto direttamente a tempo indeterminato con decorrenza giuridica dal 1° settembre 2026. In caso contrario, sarà stipulato un contratto a tempo determinato finalizzato all’immissione in ruolo e l’abilitazione dovrà essere conseguita entro l’anno scolastico 2026/2027. L’accettazione della sede produce inoltre ulteriori effetti: il docente non potrà partecipare alle successive procedure di conferimento delle supplenze per lo stesso anno scolastico e, nei casi previsti dalla normativa, sarà cancellato anche dagli elenchi regionali degli idonei.
La normativa continua a prevedere che, almeno in linea teorica, il 50% delle immissioni in ruolo provenga dalle graduatorie di merito dei concorsi, mentre il restante 50% sia riservato alle Graduatorie a esaurimento (Gae). Una volta ricevuta la proposta di assunzione tramite la piattaforma online, il docente dispone di cinque giorni per comunicare l’accettazione oppure il rifiuto dell’incarico. Anche questa procedura avviene esclusivamente in modalità telematica. La mancata risposta entro il termine previsto viene considerata automaticamente una rinuncia. In questo caso il candidato perde il diritto all’assunzione e viene contestualmente cancellato dalla graduatoria di riferimento.
Redistribuzione dei posti rimasti liberi
Le istruzioni operative prevedono infine un margine di flessibilità nella gestione del contingente autorizzato. Se alcune graduatorie si esauriranno senza consentire la copertura di tutti i posti disponibili, gli Uffici scolastici regionali potranno redistribuire le disponibilità tra differenti classi di concorso. La rimodulazione sarà comunque possibile soltanto entro il limite del numero complessivo di assunzioni assegnato a ciascuna regione. L’obiettivo è ridurre il rischio che una parte delle cattedre autorizzate rimanga vacante esclusivamente per l’assenza di candidati nelle graduatorie interessate.
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