Non ce l’ha fatta Y.A., il 18enne italiano di origini egiziane accoltellato da un compagno di classe a scuola all’Istituto professionale “Domenico Chiodo” di La Spezia. Il giovane era stato trasportato in gravissime condizioni all’ospedale Sant’Andrea dove era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. La vittima era stata colpita con diversi fendenti in classe, in una pausa dalle lezioni, e davanti agli occhi di alcuni compagni di classe. In condizioni gravissime, era stato portato in ospedale e sottoposto a un lungo intervento chirurgico durato oltre tre ore, nel tentativo di salvarlo dalle lesioni gravissime al torace e a una arteria epatica. Nonostante i tentativi il ragazzo, andato più volte in arresto cardiaco, è deceduto in serata. La polizia ha arrestato l’aggressore di 19 anni che ora dovrà rispondere di omicidio.
La lite forse per una ragazza
Intanto gli inquirenti stanno cercando di fare luce su quanto accaduto: il coltello è stato ritrovato e in queste ore le forze dell’ordine hanno raccolto le testimonianze dirette di studenti e insegnanti. Tra le ipotesi quella che l’aggressione sia l’epilogo di una lite tra i due che sembra andasse avanti da giorni, forse per una ragazza. Il litigio oggi sarebbe iniziato nei bagni dell’istituto mentre l’aggressione vera e propria si sarebbe consumata in aula, dove la vittima aveva cercato rifugio. In queste ore inoltre, come racconta “La Nazione”, i compagni di classe avrebbero riferito che ci sarebbe stato un messaggio intimidatorio nella giornata del 15 gennaio: l’aggressore avrebbe inviato alla vittima un messaggio dallo smartphone con scritto “Domani ti sistemo io”.
Il ministro dell’istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, appreso della morte del 18enne, ha parlato di una “tragedia per l’intero Paese”. “Provo grande dolore per la morte del giovane studente dell’istituto ‘L. Einaudi – D. Chiodo’ della Spezia – ha aggiunto il ministro – una tragedia che colpisce profondamente la comunità scolastica e l’intero Paese. Esprimo il mio cordoglio alla famiglia della vittima, ai compagni di scuola, ai docenti e a tutto il personale dell’istituto”.
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