Gruppi di studenti e non solo, lasciano fiori, pregano, attaccano striscioni. Commuove la processione laica davanti alla casa di Chiara Guerra, per tutti la Prof. Insegnante di lettere delle scuole dell’istituto comprensivo “Rita Levi Montalcini” di San Stino di Livenza, 53 anni, Guerra era amata dai suoi studenti.
“Aveva consacrato la sua esistenza alla scuola, cresciuto ed educato tante generazioni di giovani della città”, ricorda il sindaco Gianluca De Stefani. “Viveva per i suoi ragazzi — raccontano le colleghe —. Mai autoritaria, sempre autorevole”. Il papà di un ragazzino di prima media, posando un fiore sul cancello dell’enorme tenuta dove Guerra abitava, sospira con gli occhi umidi: “Era buonissima”. Professoressa d’italiano, di storia, geografia, educazione civica, era l’insegnante con il maggior numero di ore trascorse con i suoi alunni. Dai racconti di chi la conosceva Guerra appare una persona riservata, parlava poco di sé e della sua famiglia. Aveva confidato a un’amica degli screzi con il fratello per la gestione e il mantenimento delle proprietà di famiglia.
Il ricordo degli studenti: “La porteremo sempre con noi”
Fino a qualche anno fa aveva vissuto accanto alla madre, insegnante in pensione, e al padre Angelo, rappresentante di farmaci per animali e anche operatore della tipografia di famiglia, costruita come le altre strutture abitative vicine nell’area di 5 mila metri quadri dei Guerra. E chiusa da un cancello dove ieri si sono ritrovati i suoi alunni, alcuni accompagnati dagli altri professori e dai genitori. “La porteremo sempre dentro di noi”. “Prof, cercheremo di fare un buon esame, in modo che lei possa essere orgogliosa di noi”, si legge in un cartello. Proprio in questi giorni la docente era molto impegnata con gli esami di terza. La sua assenza da venerdì mattina è stata un campanello d’allarme. L’istituto non riusciva a contattarla e neppure l’amica Annalisa che già giovedì, giorno presunto del delitto, continuava a chiamare senza avere risposta. C’era qualcosa di strano.
I primi movimenti sono stati captati dai vicini di casa giovedì sera, perché qualcuno era arrivato nell’abitazione dei Guerra a chiedere notizie dell’insegnante. Nel pomeriggio pare fosse andata al supermercato. Poi più nulla. Guerra, nubile e senza figli, viveva sola in quell’enorme casolare un tempo condiviso con i genitori e ora in parte chiuso per il mancato utilizzo. “Faremo l’orale indossando la maglia blu della nostra squadra di pallavolo — dicono i ragazzi di terza mostrando la scritta sulla T-shirt: “3A Papabili” —. Abbiamo scelto questo nome perché la prof, scherzando, ci chiamava “i papabili” e diceva che lo eravamo tutti quando doveva interrogarci”.
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