Nel primo giorno di lezioni un gruppo ristretto di studenti, non più di una trentina ha manifestato contro il sistema di accesso a Medicina. Nelle interviste raccolte da CorriereUniv questa mattina non sono mancati anche giudizi positivi e aspettative favorevoli sul semestre aperto.
Il semestre aperto di Medicina è cominciato oggi e, insieme all’ingresso degli aspiranti medici nelle aule, alla Sapienza Università di Roma si è registrata anche una prima contestazione.
Un piccolo gruppo di studenti ha organizzato un flash mob per esprimere le proprie critiche al nuovo modello di accesso, che ha sostituito il tradizionale test di ingresso nelle università statali con un primo semestre comune seguito dagli esami nazionali e dalla graduatoria.
CorriereUniv ha documentato la manifestazione, nata soprattutto per mettere in discussione un sistema che, secondo gli studenti coinvolti nella protesta, non avrebbe eliminato la selezione ma l’avrebbe semplicemente spostata dopo mesi di frequenza e studio.
La critica: “La selezione arriva quando il percorso è già iniziato”
È questo il punto centrale della contestazione.
Gli studenti iscritti al semestre aperto iniziano oggi a frequentare Biologia, Chimica e propedeutica biochimica e Fisica, per complessivi 18 crediti. Solo dopo gli esami nazionali di dicembre e gennaio verrà formata la graduatoria che stabilirà chi potrà proseguire Medicina nel secondo semestre.
Per chi critica il sistema, quindi, il problema è soprattutto l’incertezza: si comincia Medicina senza avere ancora la certezza di poterla continuare.
Il rischio, secondo questa lettura, è trasformare i primi mesi dell’università in una lunga fase di selezione, con migliaia di ragazzi impegnati contemporaneamente a frequentare, studiare e competere per uno dei posti disponibili.
Una protesta circoscritta, non la voce di tutti gli studenti
È però importante sottolineare che il flash mob ha coinvolto un numero limitato di studenti e non può essere interpretato come la posizione dell’intera platea che questa mattina ha iniziato il semestre aperto.
Proprio nelle interviste realizzate da CorriereUniv alla Sapienza prima dell’avvio delle lezioni sono emerse infatti opinioni differenti.
Accanto ai timori e alle perplessità sul funzionamento del sistema, alcuni ragazzi hanno espresso anche valutazioni positive sulla possibilità di poter iniziare concretamente il percorso universitario prima della selezione definitiva.
Il nuovo modello continua dunque a dividere.
Per alcuni rappresenta un miglioramento rispetto a un test concentrato in un’unica giornata, perché consente di essere valutati dopo mesi di studio universitario.
Per altri, invece, significa semplicemente spostare la pressione più avanti, lasciando gli studenti in una condizione di incertezza per tutto il semestre.
Il precedente dello scorso anno pesa sul giudizio
A rendere il clima diverso rispetto alla prima edizione c’è anche l’esperienza del 2025.
Lo scorso anno il debutto del semestre aperto si era rivelato particolarmente complesso per molti aspiranti medici e aveva fatto emergere diverse criticità, tanto da spingere il Ministero a modificare alcune regole per il 2026/2027.
Quest’anno gli studenti avranno più tempo per seguire le lezioni e preparare gli esami, mentre la graduatoria sarà articolata in tre sezioni sulla base del numero di prove superate.
Modifiche che puntano a rendere il percorso meno rigido rispetto alla prima edizione.
Ma, come dimostra la protesta di questa mattina, il dibattito sul modello resta aperto.
Il primo giorno mostra già due punti di vista diversi
La fotografia della Sapienza, oggi, è quindi più articolata di una semplice contrapposizione tra studenti e riforma.
Da una parte c’è un piccolo gruppo che contesta il semestre aperto e chiede di ripensarne il funzionamento.
Dall’altra ci sono migliaia di aspiranti medici che hanno iniziato regolarmente le lezioni e che, nelle voci raccolte da CorriereUniv, mostrano sentimenti diversi: preoccupazione, curiosità, determinazione e anche fiducia nella possibilità che il nuovo sistema possa offrire un’opportunità migliore rispetto al vecchio test.
La protesta c’è, ma non è la voce di tutti.
Ed è forse proprio questa la fotografia più fedele del primo giorno: un semestre aperto che continua a dividere le opinioni e che, per essere realmente giudicato, dovrà ora affrontare la prova dei prossimi mesi.



