Ottocentottantadue assunzioni a tempo indeterminato per laureati in ingegneria, architettura, pianificazione territoriale e discipline ambientali. È quanto prevede il Concorso Coesione 2026, la selezione pubblica su base territoriale destinata a rafforzare gli uffici tecnici delle amministrazioni del Mezzogiorno.
I posti riguardano Regioni, Comuni, Province, Città metropolitane e Unioni di Comuni di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per candidarsi attraverso il portale inPA c’è tempo fino alle 23:59 del 23 settembre 2026.
Le persone selezionate saranno assunte nel livello iniziale dell’Area dei funzionari del comparto Funzioni locali, con il profilo di specialista tecnico, e lavoreranno esclusivamente alle attività connesse alle politiche europee di coesione.
Concorso Coesione 2026, come sono distribuiti gli 882 posti
La Regione con il maggior numero di assunzioni è la Sicilia, seguita da Campania e Puglia. La distribuzione territoriale prevista dal bando è la seguente:
- Sicilia: 269 posti;
- Campania: 237 posti;
- Puglia: 168 posti;
- Calabria: 104 posti;
- Sardegna: 61 posti;
- Basilicata: 35 posti;
- Molise: 8 posti.
La candidatura può essere presentata per un solo codice territoriale. Non si sceglie quindi immediatamente il singolo Comune o ente: i vincitori indicheranno successivamente le proprie preferenze tra le amministrazioni disponibili nella Regione selezionata, seguendo l’ordine della graduatoria.
In caso di mancata scelta, il candidato potrà essere assegnato d’ufficio a una delle sedi rimaste vacanti. Rinunciare all’amministrazione assegnata equivarrà invece a rinunciare all’assunzione.
Chi può partecipare: le lauree ammesse
Il Concorso Coesione 2026 non è aperto a tutti i laureati, ma riguarda uno specifico profilo tecnico. Possono partecipare i candidati in possesso di una delle seguenti lauree triennali:
- L-7 Ingegneria civile e ambientale;
- L-17 Scienze dell’architettura;
- L-21 Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale;
- L-23 Scienze e tecniche dell’edilizia;
- L-32 Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura.
Sono ammesse anche le lauree magistrali LM-3, LM-4, LM-22, LM-23, LM-24, LM-26, LM-27, LM-28, LM-30, LM-35, LM-48 e LM-75, oltre ai titoli equiparati secondo la normativa vigente.
Tra gli ambiti interessati figurano quindi Architettura del paesaggio, Ingegneria civile, chimica, elettrica, energetica, delle telecomunicazioni, della sicurezza e per l’ambiente e il territorio. Rientrano anche Pianificazione territoriale e Scienze e tecnologie per l’ambiente.
Il bando si concentra così su lauree tecniche richieste per la progettazione, la gestione del territorio e la realizzazione delle opere pubbliche.
Sono inoltre necessari la maggiore età, il possesso dei requisiti di cittadinanza previsti per l’accesso alla Pubblica amministrazione, il godimento dei diritti civili e politici e l’idoneità fisica all’impiego.
Che cosa farà lo specialista tecnico
Gli specialisti selezionati dovranno sostenere gli enti nella progettazione e nella realizzazione di opere e interventi finanziati con risorse europee.
Le attività potranno riguardare infrastrutture, edilizia, urbanistica, pianificazione territoriale, ambiente, paesaggio, mobilità e trasporti. Il funzionario dovrà anche verificare che i progetti finanziati attraverso i fondi strutturali rispettino le disposizioni nazionali ed europee.
Si tratta quindi di un lavoro tecnico inserito nella gestione delle politiche di coesione, con l’obiettivo di rafforzare la capacità delle amministrazioni meridionali di programmare e realizzare gli investimenti pubblici.
Una prova scritta con 40 domande in 60 minuti
La procedura prevede una sola prova scritta, svolta attraverso strumenti informatici. I candidati dovranno rispondere a 40 quesiti a scelta multipla in 60 minuti.
Venticinque domande verteranno sulle materie tecniche e professionali previste dal bando, sulla conoscenza dell’inglese di livello B1 e sulle competenze informatiche e digitali. Altri otto quesiti serviranno a valutare la capacità logico-deduttiva e il ragionamento critico-verbale, mentre sette saranno di tipo situazionale e riguarderanno problemi organizzativi e gestionali che possono presentarsi sul lavoro.
Per le prime 33 domande saranno assegnati 0,75 punti per ogni risposta corretta, zero punti per le risposte non date e una penalizzazione di 0,25 punti per quelle errate. Nei quesiti situazionali il punteggio dipenderà invece dall’efficacia della soluzione scelta.
La prova sarà superata raggiungendo almeno 21 punti su 30. La data e la sede saranno comunicate attraverso inPA almeno quindici giorni prima dello svolgimento.
Come presentare la domanda su inPA
La candidatura deve essere trasmessa esclusivamente online attraverso il portale inPA, accedendo con SPID, Carta d’identità elettronica, Carta nazionale dei servizi oppure identità digitale europea eIDAS.
È necessario compilare o aggiornare il curriculum presente sul portale e possedere una casella di posta elettronica certificata intestata al candidato oppure un domicilio digitale.
Per partecipare occorre inoltre versare un contributo di 10 euro entro la scadenza. La quota non è rimborsabile. Se la domanda viene inviata più volte, sarà considerata valida soltanto l’ultima trasmessa in ordine cronologico.
Il termine finale è fissato alle 23:59 del 23 settembre 2026. Dopo la chiusura della procedura non sarà più possibile accedere alla candidatura o completare un invio rimasto in sospeso.
Corso di formazione e assunzione a tempo indeterminato
Al termine della selezione, i vincitori parteciperanno a un corso sulle politiche di coesione della durata massima di tre mesi. Per la partecipazione è prevista una borsa di studio di mille euro lordi al mese, che sarà corrisposta dall’amministrazione di assegnazione successivamente all’assunzione.
Il rapporto di lavoro sarà a tempo indeterminato. Il bando stabilisce però che, fino al 31 dicembre 2029, il personale reclutato non potrà accedere alla mobilità verso altre amministrazioni né essere utilizzato presso enti diversi da quello della prima assegnazione.
Per i giovani laureati del Mezzogiorno il concorso rappresenta dunque un’occasione di lavoro stabile, ma richiede una scelta territoriale consapevole: la Regione indicata nella candidatura determinerà infatti la graduatoria nella quale si concorrerà e l’area nella quale potrà avvenire l’assegnazione.



