Il progetto Beyond EPICA ha completato una missione senza precedenti a Little Dome C. Grazie a una carota di ghiaccio lunga 2,8 km e al prelievo di rocce subglaciali, la scienza si prepara a riscrivere la storia del nostro pianeta.
Mentre la nave rompighiaccio italiana Laura Bassi solca gli oceani per riportare in Europa gli ultimi preziosi campioni, il cuore pulsante della ricerca paleoclimatica si è già spostato nei laboratori. Sono 14 i centri di eccellenza, distribuiti in 10 Paesi europei, attualmente impegnati nell’analisi di quello che è considerato il “Sacro Graal” della climatologia: un archivio continuo di ghiaccio che racchiude la memoria dell’atmosfera terrestre degli ultimi 1,2 milioni di anni.
Un’impresa ai confini del mondo
Il progetto Beyond EPICA – Oldest Ice, coordinato dall’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISP), ha visto un team di 15 esperti sfidare le condizioni estreme del plateau antartico. A Little Dome C, a 3.200 metri di quota e con temperature medie di -35°C, i ricercatori hanno operato per due mesi scavando nelle profondità della calotta.
L’ultima campagna ha segnato traguardi tecnici straordinari:
- Deviazione del foro (Sidetracking): A oltre due chilometri di profondità, è stata realizzata una complessa manovra ingegneristica per deviare il percorso di perforazione, permettendo di raddoppiare i campioni di ghiaccio relativi a periodi critici.
- Frammenti di roccia: Per la prima volta sono stati estratti campioni del substrato roccioso sepolto da milioni di anni. Analizzarli permetterà di capire quando la terraferma antartica sia stata esposta alla luce l’ultima volta, datando con precisione l’età della calotta stessa.
Il mistero della Transizione del Pleistocene Medio
L’obiettivo principale della missione è fare luce sulla Transizione del Pleistocene Medio. In quel periodo, il ritmo delle glaciazioni terrestri cambiò drasticamente, passando da cicli di 40.000 anni a cicli di 100.000 anni.
“Siamo riusciti a raggiungere un risultato storico: consentire alla scienza di sfogliare il libro di storia più antico del nostro pianeta”, spiega Carlo Barbante, coordinatore del progetto e professore all’Università Ca’ Foscari Venezia.
La rete dei laboratori: chi analizza cosa?
Il lavoro di analisi è una sinfonia di competenze diverse che spaziano dalla chimica degli isotopi allo studio delle polveri atmosferiche:
| Laboratorio / Istituzione | Focus della Ricerca |
| CNR-ISP (Italia) | Analisi delle impurità (alogeni) |
| Univ. Ca’ Foscari Venezia | Analisi isotopiche del ghiaccio |
| Univ. Milano-Bicocca | Analisi delle polveri minerali |
| Univ. Firenze | Analisi delle impurità chimiche |
| LSCE (Francia) | Isotopi nel ghiaccio e nelle bolle d’aria |
| Univ. Berna (Svizzera) | Analisi dei gas serra e impurità |
| AWI (Germania) | Processamento carote e analisi isotopiche |
| Univ. Copenhagen (Danimarca) | Cristalli di ghiaccio e gas |
| British Antarctic Survey (UK) | Analisi isotopiche e impurità |
Hanno contribuito inoltre le università di Bergen (Norvegia), Bruxelles (Belgio), Stoccolma (Svezia), Utrecht (Paesi Bassi) e l’IGE di Grenoble.
Una collaborazione internazionale
Beyond EPICA non è solo una sfida scientifica, ma un trionfo della cooperazione europea. Finanziato dalla Commissione Europea, il progetto vede l’Italia in prima linea non solo per la direzione scientifica (CNR), ma anche per il supporto logistico garantito dall’ENEA e dall’OGS (per la gestione della nave Laura Bassi), in sinergia con l’istituto polare francese IPEV.
I dati che emergeranno da questi 2,8 chilometri di ghiaccio non serviranno solo a comprendere il passato, ma saranno fondamentali per affinare i modelli climatici futuri, aiutandoci a prevedere come il nostro sistema climatico reagirà alle attuali pressioni antropiche.



