Andrea Maggi, volto noto di programmi come “Il Collegio” e “Splendida Cornice”, racconta a Virgilio Notizie il suo modo di insegnare e di stare in classe, sottolineando che la scuola non ha bisogno di eroi ma di adulti responsabili e presenti. Per lui l’insegnamento nasce dal contatto quotidiano con gli studenti, non dalle luci dello studio televisivo.
Nell’intervista spiega che il suo percorso inizia con una scelta coraggiosa: abbandona Ingegneria e decide di iscriversi a Lettere e Filosofia, una decisione che dà una svolta alla sua vita. Oggi considera l’ascolto attivo uno strumento fondamentale per capire i ragazzi e per guidarli nella crescita personale e scolastica. Ritiene che un insegnante debba mantenere lucidità e fermezza, senza lasciarsi travolgere dalle emozioni dei suoi studenti.
Maggi parla anche del rapporto tra scuola e popolarità. Quando arriva l’opportunità di partecipare a “Il Collegio”, si ritrova all’improvviso nel mondo della televisione, ma continua a vivere e lavorare in Friuli-Venezia Giulia, la sua terra. Ribadisce che la notorietà non cambia il suo modo di essere docente e che la dimensione più autentica della sua professione resta quella dell’aula.
Secondo Maggi, ciò che attrae il pubblico è la sua trasparenza. Ritiene che la sincerità rappresenti un valore importante in un’epoca in cui molti cercano personaggi costruiti. Non vuole incarnare l’immagine del professore-eroe, ma quella di un educatore solido, capace di reggere il peso emotivo e formativo dei ragazzi senza crollare con loro.
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