Il 5 ottobre si torna in aula per il test delle Professioni sanitarie, questa volta per accedere alle lauree magistrali. La prova in lingua italiana inizierà alle ore 11 e durerà due ore. Per i corsi in inglese l’appuntamento è il 7 ottobre, sempre alle 11. I posti disponibili per l’anno accademico 2026/2027 sono 4.572: 4.443 destinati ai candidati UE e non UE residenti in Italia e 129 ai candidati non UE residenti all’estero.
È una selezione diversa dal test per le lauree triennali delle Professioni sanitarie, che si è svolto il 16 settembre. Cambiano il numero delle domande, le materie e il peso dei titoli nella graduatoria.
Chi può partecipare al test per le magistrali
Possono sostenere la prova i candidati con una laurea abilitante in una delle professioni sanitarie comprese nella classe magistrale scelta. Il decreto ministeriale ammette anche determinati diplomi universitari e titoli abilitanti equipollenti.
Chi conseguirà la laurea abilitante nella sessione autunnale dell’anno accademico 2025/2026 può essere ammesso con riserva. Prima di candidarsi occorre verificare che il proprio titolo dia accesso alla classe indicata nel bando dell’università.
Ottanta domande in due ore: come è fatta la prova
Ogni ateneo prepara la propria prova secondo lo schema fissato dal Ministero. I quesiti sono 80, ciascuno con cinque possibili risposte e una sola corretta:
- 32 di teoria e pratica delle professioni sanitarie della classe scelta;
- 18 di cultura generale e ragionamento logico;
- 10 di regolamentazione professionale e legislazione sanitaria;
- 10 di cultura scientifico-matematica, statistica, informatica e inglese;
- 10 di scienze umane e sociali.
Il punteggio della prova arriva a 80 punti: ogni risposta corretta vale un punto, ogni errore comporta una penalità di 0,25 punti e le risposte omesse valgono zero. Alla selezione concorrono anche i titoli, valutabili fino a 20 punti. Tra quelli previsti dal decreto figurano attività professionale documentata, incarichi di coordinamento o specialistici, attività di docenza e ricerca.
Le università formano le proprie graduatorie. Non c’è una graduatoria nazionale unica alla quale trasferire il risultato ottenuto in un altro ateneo.
Domande di iscrizione: controllare il bando della sede
La data della prova è nazionale, ma la scadenza per iscriversi non lo è. Il 23 settembre, per esempio, sono già chiuse le candidature a Verona, scadute il 18 settembre, e a Ferrara, scadute il 21 settembre. Anche contributo di partecipazione, sede d’esame, convocazione e pubblicazione delle graduatorie dipendono dall’università.
Chi intende partecipare deve quindi consultare subito il bando del corso scelto e verificare se la domanda sia ancora possibile. Chi è già iscritto dovrebbe controllare ricevuta, documenti richiesti e avvisi dell’ateneo, compresi quelli relativi alla valutazione dei titoli.



