Alla vigilia del test di ammissione alle Professioni sanitarie, in programma mercoledì 16 settembre, i numeri delle candidature fotografano una corsa in forte crescita. Per l’anno accademico 2026/2027 sono disponibili 38.184 posti per i candidati UE e non UE residenti in Italia, mentre le domande presentate nelle università statali e non statali sono complessivamente circa 75.500.
In media significa quasi due candidature per ogni posto. Ma è un dato che nasconde differenze enormi tra un corso e l’altro: chi prova a entrare a Fisioterapia si trova davanti oltre sei concorrenti per posto, mentre per Infermieristica il rapporto nazionale è poco superiore a uno.
Fisioterapia è il corso più difficile: oltre 25mila domande
Il corso più competitivo è Fisioterapia. Le domande sono arrivate a 25.146, contro le 20.919 dello scorso anno, mentre i posti disponibili sono 4.086.
Il rapporto è quindi di circa 6,2 candidature per ogni posto.
La crescita dell’interesse è significativa: le richieste aumentano di circa il 20% in un solo anno. E questo nonostante siano cresciuti anche i posti messi a disposizione, passati dai 3.262 del 2025/2026 agli oltre 4mila attuali.
Per chi domani affronterà il test puntando a Fisioterapia, la concorrenza resta quindi la più alta tra le Professioni sanitarie.
Logopedia: cinque candidati per ogni posto
Subito dopo Fisioterapia si trova Logopedia. Le candidature sono 5.707 per 1.150 posti, con un rapporto vicino a cinque aspiranti studenti per ogni posto disponibile.
Anche qui le domande sono aumentate rispetto all’anno precedente, quando erano 5.019.
Seguono Ostetricia, con 4.380 candidature per 1.350 posti, e Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia, dove sono state presentate 6.155 domande per 1.949 posti.
In entrambi i casi il rapporto è di circa 3,2 candidati per posto.
Particolarmente forte l’aumento registrato per Tecniche di radiologia: le domande erano 4.748 lo scorso anno e sono cresciute di quasi il 30%.
Infermieristica torna a crescere, ma il rapporto è vicino a uno a uno
La situazione cambia nettamente per Infermieristica, il corso che raccoglie il maggior numero di posti e di candidati.
Per il 2026/2027 il Ministero dell’Università e della Ricerca ha previsto 20.672 posti, mentre gli studenti che hanno presentato domanda sono quasi 22mila.
Le candidature tornano dunque a crescere dopo anni segnati dal calo di interesse per la professione: nel 2025 erano state 18.836.
Il rapporto nazionale torna così poco sopra un candidato per ogni posto disponibile.
Il dato, però, cambia molto sul territorio. Secondo la FNOPI, al Sud e nelle Isole le domande sono 9.368 e il rapporto raggiunge 1,67 candidati per posto, il livello più alto d’Italia.
Per gli studenti significa che non conta soltanto il corso scelto: anche l’Ateneo e l’area geografica in cui si sostiene la selezione possono incidere sensibilmente sulla possibilità di essere ammessi.
Oltre 75mila domande per 38.184 posti
Nelle 41 università statali sono state presentate 68.067 domande, contro le 57.993 dello scorso anno: l’incremento è del 17,4%.
A queste si aggiungono le candidature delle nove università non statali. Considerando l’intero sistema, si arriva a circa 75.500 domande per 38.184 posti, con una crescita complessiva delle richieste di circa il 17,5% rispetto al 2025.
È un’inversione di tendenza rilevante per corsi di laurea che conducono direttamente a professioni centrali per il Servizio sanitario nazionale e che, in diversi casi, continuano a registrare una forte richiesta di personale.
Ma i numeri mostrano anche quanto sia improprio parlare genericamente di “Professioni sanitarie”: tra i diversi corsi la selettività cambia radicalmente.
Quante possibilità ci sono davvero di entrare?
Il rapporto tra domande e posti aiuta a capire quanto sia competitivo un corso, ma non rappresenta automaticamente la probabilità individuale di essere ammessi.
Il risultato dipende dal punteggio ottenuto nella prova, dal numero di candidati che si presenteranno effettivamente al test, dalle preferenze espresse e dai successivi scorrimenti delle graduatorie.
La fotografia alla vigilia della prova resta però molto chiara: per un posto a Fisioterapia ci sono più di sei domande, per Logopedia circa cinque, per Ostetricia e Tecniche di radiologia poco più di tre, mentre per Infermieristica il rapporto nazionale è vicino a uno a uno.
Test Professioni sanitarie: 60 domande in 100 minuti
La prova per i corsi di laurea in lingua italiana si svolgerà mercoledì 16 settembre 2026 ed è predisposta dai singoli Atenei seguendo lo schema stabilito dal MUR.
Gli studenti avranno 100 minuti per rispondere a 60 quesiti a risposta multipla.
Le domande saranno così suddivise: 4 quesiti sulle competenze di lettura e sulle conoscenze acquisite negli studi, 5 di ragionamento logico e problemi, 23 di biologia, 15 di chimica e 13 di fisica e matematica.
Il punteggio massimo è di 90 punti: ogni risposta corretta vale 1,5 punti, per ogni risposta sbagliata vengono sottratti 0,4 punti, mentre una risposta non data vale zero.
Per gli oltre 75mila studenti che si preparano alla prova, però, il primo dato con cui fare i conti è già noto: la difficoltà di entrare cambia profondamente a seconda della professione scelta.



