Ripensare il lavoro a partire dai territori. È questa l’idea alla base di “Territori a Disoccupazione Zero”, progetto che si inserisce nei Piani Urbani Integrati per la rigenerazione di quartieri come Corviale e Tor Bella Monaca a Roma. Un’iniziativa che non si limita alla riqualificazione urbana, ma punta a contrastare le disuguaglianze e creare nuova occupazione attraverso un approccio integrato tra innovazione sociale, partecipazione e sviluppo locale.
Un modello diverso dalle politiche del lavoro tradizionali
Il progetto si distingue per un’impostazione che supera gli strumenti più diffusi delle politiche attive del lavoro. Non si tratta di incentivi alle assunzioni, bonus o lavori temporanei, ma di un modello che mira a costruire vere e proprie filiere produttive territoriali, partendo dai bisogni reali delle comunità. L’obiettivo è generare nuova domanda di lavoro, non solo rispondere a quella esistente.
Rigenerazione urbana e lavoro: un legame diretto
Il progetto si inserisce in un continuum di azioni che uniscono rigenerazione urbana e sviluppo economico. L’idea è che la riqualificazione dei quartieri non possa essere separata dalla creazione di opportunità lavorative e dalla riduzione delle disuguaglianze. In questo senso, Corviale e Tor Bella Monaca diventano laboratori di sperimentazione per nuovi modelli di sviluppo locale. Il percorso si sviluppa in tre fasi principali: analisi dei bisogni, una mappatura approfondita dei territori, realizzata attraverso strumenti quantitativi e qualitativi, per individuare le esigenze non soddisfatte; animazione territoriale, un processo partecipativo che coinvolge cittadini, associazioni e attori locali nella definizione di strategie condivise; inserimento lavorativo, la costruzione di percorsi occupazionali coerenti con i bisogni emersi, in collaborazione con il tessuto produttivo e sociale.
Il ruolo della ricerca e dell’università
“Territori a Disoccupazione Zero” è coordinato da un gruppo di ricerca guidato da Andrea Ciarini, Professore Associato di Sociologia dei processi economici, organizzativi e del lavoro presso il Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche della Sapienza Università di Roma, dove insegna Sociologia Economica e Sociologia del Welfare.
Accanto a lui, un team interdisciplinare composto da ricercatori ed esperti di sociologia, urbanistica, politiche pubbliche e innovazione sociale. Un approccio che unisce analisi teorica e intervento sul campo, con l’obiettivo di tradurre la ricerca in azione concreta.
Territori e nuove opportunità di lavoro: verso un nuovo patto sociale
Alla base del progetto c’è un’idea chiave: il lavoro può nascere dai bisogni non soddisfatti di un territorio. Temi che emergono anche nel volume “Verso un nuovo patto sociale. Lavoro, welfare e sostenibilità ecologica nella doppia transizione” di Andrea Ciarini, che analizza come le transizioni ecologica e digitale stiano ridefinendo il mercato del lavoro e i sistemi di protezione sociale.
Secondo questa prospettiva, le politiche pubbliche non possono limitarsi a compensare le disuguaglianze, ma devono affrontarle strutturalmente, costruendo modelli più equi e sostenibili. Un approccio che punta a valorizzare le risorse locali e a rafforzare il legame tra comunità, economia e welfare.
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