Nuove risorse per il sistema scientifico italiano. Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che prevede un finanziamento premiale da 40 milioni di euro destinato agli Enti pubblici di ricerca.
Le risorse saranno distribuite sulla base di criteri legati ai risultati scientifici, al contributo alle infrastrutture strategiche nazionali e alla capacità di attuare gli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il provvedimento si inserisce tra le priorità del Ministero per il rafforzamento della ricerca scientifica e tecnologica, richiamate anche durante la Settimana STEM dedicata alla promozione delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche.
CNR primo beneficiario, seguono INFN e INAF
Nel dettaglio, il principale destinatario della misura è il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che riceve complessivamente oltre 17,6 milioni di euro. Seguono l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) con circa 7,6 milioni e l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) con oltre 4,7 milioni.
Finanziamenti rilevanti anche per l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e per l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), entrambi sopra i 2,6 milioni, mentre l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) supera 1,5 milioni.
Completano il quadro la Stazione Zoologica Anton Dohrn, AREA Science Park, INDAM, INDIRE, INVALSI, la Fondazione Fermi e gli Istituti Germanici, con assegnazioni di entità minore ma inserite nello stesso schema premiale.
Il dettaglio delle ripartizioni è consultabile nella tabella A ufficiale allegata al decreto.
Come funziona il meccanismo premiale
Il meccanismo, istituito nel 2025, è destinato a proseguire anche nel biennio successivo: sono previsti infatti 60 milioni di euro sia per il 2026 sia per il 2027, a conferma della volontà di rendere strutturale questo strumento.
Le risorse vengono attribuite secondo tre criteri principali:
- Qualità della ricerca, che assorbe il 50% dei fondi (20 milioni di euro);
- Partecipazione alle infrastrutture del Programma Nazionale per le Infrastrutture di Ricerca (PNIR), pari al 25% delle risorse (10 milioni);
- Capacità di spesa dei finanziamenti legati al PNRR, anch’essa pari al 25% (10 milioni).
L’obiettivo è premiare gli enti più performanti e incentivare al tempo stesso l’efficienza nell’utilizzo dei fondi pubblici.
Un investimento sulla competitività scientifica
Il decreto rafforzerebbe la strategia del Ministero orientata a sostenere la competitività del sistema della ricerca italiana, puntando su innovazione, infrastrutture e progettualità legate ai programmi europei e al PNRR. In un contesto internazionale sempre più competitivo, la leva dei finanziamenti premiali mirerebbe a valorizzare le eccellenze scientifiche e a favorire ricadute concrete sullo sviluppo tecnologico e sulla crescita del Paese.
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