«Allenare alla pace è anche educare all’uso delle parole». È da questa riflessione della rettrice Antonella Polimeni che si è aperta oggi, a Roma, la prima Conferenza nazionale delle Scuole di Pace, ospitata dalla Sapienza Università di Roma. Un appuntamento inedito che riunisce per la prima volta, in un unico luogo, le principali reti italiane impegnate nell’educazione alla pace, dalla scuola dell’infanzia all’università.
La Conferenza: numeri e partecipazione
La due giorni, in programma il 16 e 17 gennaio 2026, coinvolge 300 tra docenti, dirigenti scolastici, educatori, ricercatori ed esperti provenienti da tutta Italia. Un confronto nazionale che mette al centro il ruolo del sistema educativo nel contrasto alla cultura della violenza e della guerra, puntando su formazione, linguaggio e responsabilità civile.
Ad aprire i lavori è stata una delegazione di alunni e studenti insieme alla rettrice Polimeni, a sottolineare come la pace non sia un tema astratto ma una competenza da costruire fin dai primi anni di scuola.
Polimeni: «La pace come competenza e progetto collettivo»
Nel suo intervento, Polimeni ha ribadito che l’università ha una responsabilità diretta nella costruzione di una pace “positiva”, fondata sul sapere scientifico e sull’educazione. La pace, ha spiegato, non è solo un valore da proclamare, ma una pratica quotidiana che passa anche dal modo in cui si usano le parole, si affrontano i conflitti e si costruiscono le relazioni sociali.
La Conferenza rappresenta così un punto di incontro tra scuola, università e istituzioni, con l’obiettivo di rendere docenti ed educatori protagonisti consapevoli di un cambiamento culturale che parta dall’istruzione.
“Sbellichiamoci”: il linguaggio come strumento educativo
A dare il titolo a questa edizione è il claim “Sbellichiamoci”, lanciato dall’artista Alessandro Bergonzoni, tra gli ospiti della Conferenza. Un invito a usare anche l’ironia e la creatività come strumenti educativi, capaci di smontare la retorica della guerra e favorire una narrazione alternativa, fondata sul dialogo e sulla convivenza.
Un’alleanza nazionale per l’educazione alla pace
Per la prima volta siedono allo stesso tavolo quattro grandi reti nazionali: scuole, università, ricerca e enti locali impegnati sui temi della pace e dei diritti umani. Un’alleanza inedita che punta a costruire una strategia comune e continuativa di educazione alla pace nel sistema formativo italiano, anche grazie al lavoro della Fondazione PerugiAssisi.
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