L’ex Alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera Federica Mogherini e l’alto funzionario europeo Stefano Sannino — insieme a un terzo indagato — sono accusati di possibili frodi negli appalti, corruzione, conflitto d’interessi e violazione del segreto professionale nell’ambito di un progetto di formazione per diplomati promosso dal servizio diplomatico dell’UE.
Dopo un interrogatorio lungo e serrato, i tre coinvolti sono stati rilasciati perché “non considerati a rischio di fuga”. Mogherini — che oggi è rettore del College of Europe — ha dichiarato di aver “chiarito la mia posizione con gli inquirenti” e di mantenere “piena fiducia nel sistema giudiziario”, auspicando che “la correttezza delle azioni” dell’Accademia sia riconosciuta.
Per la sua parte, Sannino ha annunciato le dimissioni anticipate dal suo incarico alla guida della direzione per Medio Oriente, Nord Africa e Golfo: una decisione motivata dal fatto che, a suo avviso, non è più “appropriato” restare in carica in queste condizioni. L’indagine, avviata dopo una denuncia passata attraverso l’ufficio antifrode dell’UE (OLAF), sembra essere scattata grazie a una segnalazione interna: si ipotizza che una “talpa” all’interno del servizio diplomatico abbia segnalato anomalie nella gara d’appalto che assegnava all’Accademia diplomatica il progetto di formazione.
Nel mirino degli investigatori anche l’acquisto — da parte del College — di un immobile a Bruges in tempi molto ravvicinati all’emanazione del bando: dettaglio che ha alimentato sospetti di possibile turbativa d’asta. Le autorità che dirigono l’inchiesta sottolineano comunque che al momento non sono state fornite prove definitive: la presunzione di innocenza resta piena, e la complessa istruttoria continua.
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