Un professore di lingue di un liceo di Roma, nel quartiere Monteverde, è stato sospeso per un anno dopo essere stato accusato di molestie nei confronti di due studentesse minorenni durante una gita scolastica in Spagna.
Secondo le denunce delle ragazze — seguite da alcune loro compagne — l’uomo avrebbe toccato il corpo delle studentesse in maniera inappropriata: palpeggiamenti, sfregamenti, baci indesiderati, contatti ravvicinati non richiesti, anche in momenti in cui sembrava possibile un “urto in mezzo alla folla”. Una delle ragazze ha raccontato che, mentre salivano la scala di una cattedrale, il docente si sarebbe avvicinato da dietro, con il corpo contro di lei, le mani sulla spalla e poi sui fianchi: inizialmente lei pensava fosse un incidente, ma la stessa scena si sarebbe ripetuta quella sera, con modalità simili.
Nel corso del tempo si sarebbero aggiunte altre testimonianze analoghe: abbracci non richiesti, messaggi con cuori o baci via social, contatti invasivi in classe, gesti molesti bollati per mesi come “atteggiamenti strani” da amiche o compagne, spesso taciuti per paura o vergogna.
Dopo la denuncia raccolta da una docente di religione e l’intervento dei Carabinieri, il pubblico ministero aveva chiesto gli arresti domiciliari. Ma il giudice — pur ritenendo grave la situazione — ha deciso per la sospensione dal servizio: il docente è stato allontanato dalle aule, pubbliche o private, per un anno.
Nella scuola, la notizia ha provocato shock e polemiche. Molte studentesse e diversi docenti ricordano episodi simili nel passato, mai denunciati, forse per paura di ripercussioni. Alcune ragazze — ora che il caso è esploso — parlano di “effetto domino”: il coraggio delle prime ha spinto altre a raccontare.
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