Il nuovo esame di maturità prevede un colloquio orale su quattro materie, scelte direttamente dal ministro e non più sorteggiate. Lo ha spiegato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in un intervento su La Stampa, replicando alle critiche dello storico Gianni Oliva.
Il ministro ha ricordato che la riforma del 1969 — rimasta in vigore per trent’anni — prevedeva soltanto due materie all’orale, mentre oggi se ne affronteranno il doppio. Complessivamente, tra prove scritte e colloqui, al liceo potranno essere coinvolte fino a sei discipline del curricolo. Inoltre, i risultati degli scritti saranno pubblicati prima degli orali, e non più al termine delle prove.
Valditara ha precisato che l’indicazione a fine gennaio delle quattro materie non equivale a trascurare le altre. “L’esame valuta la maturità dello studente e lo scrutinio di ammissione garantisce la preparazione complessiva. Non studiare due o tre materie significa rischiare la bocciatura”. Due insufficienze nello scrutinio comportano infatti la non ammissione automatica, mentre con una sola insufficienza la decisione spetta al consiglio di classe.
Il ministro ha sottolineato anche un altro aspetto: “Le non ammissioni alla maturità sono già oggi dodici volte superiori alle bocciature all’esame. Inoltre, lo scrutinio di fine anno incide sul voto finale”.
Tra le novità annunciate, la formazione specifica — con fondi dedicati — e la selezione dei commissari d’esame, che secondo Valditara “garantiranno una maggiore qualità nelle valutazioni”.
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