Le immatricolazioni universitarie in Italia segnano un primo calo nel 2026. Secondo i dati preliminari del Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur), a fine febbraio risultano 327.468 nuovi iscritti, contro i 338.893 dello stesso periodo del 2025.
Il dato indica una flessione del 3,3%, con oltre 11 mila matricole in meno rispetto all’anno precedente. I rettori invitano però alla prudenza: molte procedure di iscrizione sono ancora aperte e i numeri potrebbero cambiare quando le immatricolazioni si chiuderanno definitivamente alla fine del mese.
Università in Italia: meno matricole, ma i dati sono ancora provvisori
Il primo monitoraggio del Mur è considerato attendibile, ma resta parziale.
Il calo delle immatricolazioni preoccupa perché arriva in un Paese che già registra una bassa percentuale di laureati rispetto alla media europea. L’Italia fatica infatti ad avvicinarsi all’obiettivo fissato dall’Unione Europea: raggiungere il 45% di laureati tra i 25 e i 34 anni entro il 2030.
Secondo gli esperti, però, il calo di quest’anno non è ancora imputabile al calo demografico. Il numero dei maturandi è rimasto infatti stabile:
- 526 mila diplomati due anni fa
- 524 mila nel 2025
A incidere sui dati preliminari potrebbe essere soprattutto la situazione legata alle procedure di accesso a Medicina.
Boom di Ingegneria: +8% di immatricolazioni
Se alcune aree registrano un rallentamento, altre mostrano segnali di crescita.
La sorpresa arriva dalle discipline STEM, in particolare da Ingegneria industriale e dell’informazione, che registra un aumento dell’8% delle matricole.
I nuovi iscritti passano da 41.403 a 44.901, confermando l’attrattività crescente delle lauree legate alla tecnologia, all’innovazione e al mondo del lavoro tecnico-scientifico.
Il dato compensa anche il calo di Informatica, che scende da 9.859 a 8.997 studenti.
Crescono Economia e Giurisprudenza
Andamento positivo anche per l’area economico-giuridico-sociale.
- Economia registra un +2% di iscritti
- Giurisprudenza cresce del 4%
Le facoltà umanistiche, invece, restano sostanzialmente stabili e continuano a raccogliere circa un sesto degli immatricolati totali.
Il calo più forte riguarda Medicina e le facoltà scientifiche
Il comparto che registra la diminuzione più evidente è quello medico-sanitario-farmaceutico.
Le immatricolazioni passano da 41.737 a 37.770, con una riduzione del 9%.
Ancora più marcato il calo nelle facoltà scientifiche pure – come Fisica, Matematica e Chimica – dove gli iscritti scendono da 33.753 a 27.595, pari a un -18%.
Anche Veterinaria perde studenti, passando da 6.653 a 5.202 matricole, con un calo del 22%.
Il caso Medicina: il peso del semestre filtro
Secondo il Ministero e diversi rettori, il calo potrebbe essere solo temporaneo.
Quest’anno infatti le immatricolazioni sono state influenzate dalle nuove modalità di accesso a Medicina, tra cui:
- il semestre filtro, introdotto nella riforma dell’accesso alla facoltà
- la possibilità di recuperare i test non superati entro fine febbraio
- la sanatoria per gli studenti che non avevano passato alcune prove
Inoltre, su indicazione del Mur, le università hanno consentito agli studenti coinvolti nelle procedure di accesso a Medicina di iscriversi anche ad altre facoltà affini, soprattutto scientifiche, fino all’inizio di marzo.
Per questo motivo molti atenei ritengono che i dati definitivi potrebbero ridurre il divario rispetto al 2025, soprattutto nelle aree a numero programmato.
Università, i rettori: «Aspettiamo i dati definitivi»
I rettori invitano quindi alla cautela.
Solo alla chiusura completa delle iscrizioni, prevista per la fine del mese, sarà possibile capire se il calo delle matricole rappresenta una flessione reale o se si tratta soltanto di un effetto temporaneo dovuto ai cambiamenti nelle procedure di accesso.
Nel frattempo, il segnale più evidente resta la crescita delle lauree in Ingegneria, che conferma l’interesse crescente degli studenti verso i percorsi STEM più legati alle prospettive occupazionali.
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