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PNRR orientamento, raggiunto il milione di studenti: il dato dal convegno nazionale di Trieste

Mariano Berriola by Mariano Berriola
26 Giugno 2026
in News, Università
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PNRR orientamento, raggiunto il milione di studenti: il dato dal convegno nazionale di Trieste

Donata Vianelli con Elisabetta Madriz a sinistra


Superata la soglia del milione di studenti coinvolti nei percorsi di orientamento del PNRR. È questa la notizia principale emersa dal convegno nazionale “Orientati ad orientare. Dagli eventi ai processi partecipativi ed attivi”, aperto oggi all’Università di Trieste, dove il Ministero ha fatto il punto sullo stato di avanzamento della misura.

A comunicarlo è stato Angelo Siddi, dirigente dell’Ufficio programmazione e valutazione della formazione superiore del MUR, secondo cui il target è ormai raggiunto e destinato a essere superato: “Siamo arrivati a circa un milione di studenti orientati e le stime indicano che si possa andare oltre”. Un risultato che tiene conto dei dati aggiornati alla fine del mese di maggio, esattamente al 29 e ai quali bisogna aggiungere le certificazioni che si rilasceranno fino al 7 di luglio 2026.

La giornata inaugurale del convegno ha riunito orientatori e orientatrici degli atenei italiani, aperto dalla rettrice di Trieste Donata Vianelli, che ha la delega all’orientamento in seno alla Crui, la conferenza dei rettori delle università italiane e moderato da Elisabetta Madriz, delegata all’orientamento dell’università degli studi di Trieste. Un appuntamento che ha messo a fuoco il passaggio “dagli eventi ai processi”, cioè da un orientamento occasionale a un sistema strutturato e continuativo.

Da sinistra: Elisabetta Madriz, Luisa De Paola e Vito Introna al convegno di Trieste “Orientati ad Orientare”

Proprio sul valore sistemico dell’esperienza PNRR si è soffermata Luisa De Paola, direttore generale della direzione generale del diritto allo studio presso il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR): “L’obiettivo è stato raggiunto grazie alla rete che gli atenei hanno saputo costruire. Questa è la vera eredità: aver dimostrato che fare sistema consente di alzare il livello delle prestazioni”. De Paola ha sottolineato come il futuro dell’università passi sempre più dai servizi agli studenti: “Non basta insegnare, bisogna accompagnare i ragazzi nel loro percorso di vita e professionale. L’orientamento è fondamentale in questo”.

Un modello che, secondo De Paola, dovrà continuare anche oltre i finanziamenti straordinari: “Le risorse del PNRR sono state una grande spinta, ma la sfida sarà mantenere la qualità anche con fondi ordinari. La rete tra università e scuole non deve disperdersi”.

Sulla stessa linea la rettrice Donata Vianelli, che ha rivendicato il ruolo strategico dell’orientamento: “la prima cosa che bisogna sottolineare è che l’orientamento non è fare comunicazione, e che non si può immaginare che venga considerata un’attività marginale: è un tassello fondamentale del sistema universitario”. Vianelli ha evidenziato come il lavoro capillare di orientamento abbia contribuito concretamente all’aumento degli iscritti, ma anche alla qualità delle scelte degli studenti: “Bisogna aiutare i ragazzi a capire non solo cosa vogliono studiare, ma se quel percorso è adatto alla loro personalità e alle loro competenze”.

Un tema che si lega direttamente anche al benessere psicologico e alla riduzione degli abbandoni, elementi sempre più centrali nelle politiche universitarie. “L’orientamento deve iniziare molto prima dell’università, già nelle scuole, e accompagnare lo studente lungo tutto il percorso”, ha aggiunto la rettrice.

Il delegato all’Orientamento dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Vito Introna, simpaticamente chiamato dai colleghi “delegato dei delegati”, nel suo intervento ha posto l’attenzione sulla necessità di trasformare l’esperienza del PNRR da progetto unico a sistema permanente. «Il vero risultato di questi anni non è solo aver raggiunto oltre un milione di studenti, ma aver costruito un ecosistema nazionale di orientamento fatto di reti, competenze e collaborazione tra scuole e università. La sfida ora è non disperdere questo patrimonio, perché l’orientamento è un diritto degli studenti e una responsabilità condivisa del sistema educativo».

Dal convegno emerge quindi una linea chiara: il PNRR ha rappresentato un punto di svolta, non solo per i numeri raggiunti, ma per il cambio di paradigma. Dalla logica degli eventi a quella dei processi strutturati, basati su reti tra atenei, scuole e territori.

E proprio su questo si giocherà la fase successiva: consolidare quanto costruito, trasformando un progetto straordinario in un’infrastruttura stabile dell’orientamento universitario italiano. Da quanto emerso nel corso degli interventi e dalle dichiarazioni della dottoressa De Paola, sembra che ci sia una consapevolezza condivisa che non si può disperdere un patrimonio di contenuti, di rapporti e di competenze acquisite che potrebbero fare ancora una volta la differenza per raggiungere obiettivi ambiziosi nell’interesse dei nostri giovani e del Paese tutto.

Mariano Berriola
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Mariano Berriola

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