L’Unione europea lancia una nuova strategia per mettere al centro le generazioni future. Si chiama “Contratto intergenerazionale” ed è l’iniziativa presentata dalla Commissione europea per integrare in modo sistematico il punto di vista dei giovani nei processi decisionali.
L’obiettivo è chiaro: evitare che le scelte di oggi compromettano le opportunità di domani, rafforzando al tempo stesso la solidarietà tra le diverse generazioni.
Cos’è il “Contratto intergenerazionale”
La strategia proposta dalla Commissione europea non è un accordo giuridicamente vincolante, ma un impegno politico.
“Non è un contratto che firmiamo, ma una promessa che facciamo”, ha spiegato Glenn Micallef, sottolineando la volontà di rendere strutturale l’attenzione alle generazioni future.
Il progetto si articola su tre assi principali:
- politiche più equilibrate tra generazioni
- condivisione delle opportunità
- riduzione delle disuguaglianze territoriali e sociali
Lo “youth check”: il filtro per le nuove leggi
Lo strumento chiave della strategia è lo “youth check”.
Si tratta di un meccanismo che valuterà l’impatto di ogni nuova proposta legislativa sulle giovani generazioni e su quelle future, prima della sua approvazione.
L’obiettivo è introdurre una prospettiva di lungo periodo nelle politiche europee, superando logiche legate solo al presente.
Clima, IA e politiche a lungo termine
Tra i temi centrali della strategia c’è la sostenibilità.
Secondo le stime della Commissione, l’inazione sul cambiamento climatico potrebbe costare all’Ue una riduzione di almeno il 7% del PIL entro la fine del secolo.
Per supportare le decisioni, verrà sviluppato il “Futures Balance Tool”, uno strumento basato sull’intelligenza artificiale per prevedere gli effetti delle politiche nel lungo periodo.
Parallelamente continueranno i dialoghi con i giovani e il lavoro del Gruppo europeo per l’etica, chiamato a fornire indicazioni su IA e politiche digitali.
Disuguaglianze e accesso alle opportunità
Un altro pilastro della strategia riguarda l’equità.
Secondo l’Eurobarometro 2023, meno della metà degli europei ritiene di avere pari opportunità nella vita.
Per questo, l’Ue punta a:
- creare un indice per misurare i divari tra generazioni
- rafforzare la ricerca sull’equità intergenerazionale
- migliorare l’accesso a servizi, trasporti e connessioni nelle aree svantaggiate
Particolare attenzione sarà data ai giovani che vivono in contesti rurali o periferici.
Il coinvolgimento dei cittadini
La strategia è stata costruita anche con il contributo diretto dei cittadini.
150 europei, selezionati nei 27 Paesi membri, hanno partecipato a un panel producendo 24 raccomandazioni.
Tra le iniziative previste c’è anche “Voci del futuro”, un progetto che coinvolgerà enti locali e regionali per raccogliere le esigenze dei giovani.
La Commissione prevede di pubblicare una prima relazione sui progressi nel 2028.
Un equilibrio ancora da costruire
L’iniziativa si inserisce nelle priorità politiche indicate dalla presidente Ursula von der Leyen per il periodo 2024-2029.
Allo stesso tempo, non mancano le critiche. Alcuni osservatori temono che le politiche di semplificazione normativa possano indebolire standard ambientali e sociali.
Micallef ha ribadito che l’obiettivo è rendere i processi più efficienti senza compromettere i principi già stabiliti.
Una nuova prospettiva per l’Europa
Il “Contratto intergenerazionale” rappresenta un tentativo di ripensare il modo in cui si prendono decisioni pubbliche, introducendo una visione più ampia e orientata al futuro.
Una sfida complessa, che riguarda non solo le istituzioni europee, ma anche il rapporto tra generazioni in un contesto sempre più segnato da cambiamenti economici, sociali e ambientali.
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