“Il piu’ importante programma di formazione linguistica e di mobilita’ internazionale che e’ stato mai realizzato in Italia per gli studenti delle scuole superiori”, con “un investimento da 420 milioni di euro di fondi strutturali europei che noi decidiamo di destinare a questa sfida”. Lo ha sottolineato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento all’evento, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, ‘Gli studenti italiani in Europa’, dedicato al piano per il potenziamento dell’apprendimento delle lingue promosso dal ministero.
“Sono risorse – ha spiegato Meloni – che vogliamo mettere a disposizione per consentire ad almeno 150.000 ragazzi e ragazze italiane di vivere un’esperienza che consideriamo particolarmente importante, soprattutto in questo tempo, e cioe’ trascorrere un periodo in un Paese europeo, periodo di studio, di formazione per migliorare la propria capacita’ di parlare una lingua straniera e di confrontarsi con realta’ diverse dalla propria”.
Il progetto
Le risorse provengono dai fondi strutturali europei e, secondo il Ministero, il programma rappresenta il più ampio investimento nazionale mai realizzato in questo settore, con una dotazione pari a circa sette volte quella destinata ogni anno al programma Erasmus per le scuole. Il progetto prevede percorsi di potenziamento linguistico, stage, tirocini, scambi internazionali ed esperienze di studio in altri Paesi europei. Il modello di riferimento è quello di una mobilità di due settimane, ma potranno essere organizzati anche soggiorni più lunghi, fino a sei mesi.
Gli studenti selezionati avranno coperte tutte le spese di viaggio, vitto e alloggio. Potranno inoltre essere accompagnati da circa 15mila docenti, ai quali saranno riconosciuti i costi di partecipazione e un compenso per le attività aggiuntive. La scelta dei partecipanti sarà affidata alle scuole, che dovranno individuare i beneficiari prioritariamente sulla base del merito e dell’indicatore Isee, con l’obiettivo dichiarato di garantire pari opportunità di accesso alle esperienze formative.
Le attività comprenderanno corsi intensivi di lingua, inserimento nelle scuole ospitanti con frequenza delle lezioni insieme agli studenti locali, laboratori, project work, visite aziendali e istituzionali, incontri con professionisti e percorsi di orientamento. Sono previsti anche programmi presso università, campus e college internazionali, con mini-corsi accademici, attività nei laboratori scientifici, workshop dedicati al problem solving, al team building, alle discipline Stem, al coding e alle nuove tecnologie.
L’orientamento scolastico
Il piano si inserisce in una strategia più ampia dedicata alla personalizzazione degli apprendimenti e alla valorizzazione del merito. Il Ministero evidenzia che la dispersione scolastica è scesa all’8,2%, al di sotto della media europea del 9,1% e con cinque anni di anticipo rispetto all’obiettivo fissato dall’Unione europea per il 2030. Tra gli interventi richiamati figurano anche gli investimenti destinati all’orientamento scolastico, con 821,2 milioni di euro per tutor e orientatori e la formazione di 111.744 docenti chiamati a svolgere questo ruolo.
Sul fronte dell’innovazione, il Ministero ricorda inoltre gli investimenti per la digitalizzazione della scuola, con 2,1 miliardi di euro destinati agli ambienti didattici, 155.952 aule trasformate in spazi innovativi e 7.698 laboratori per le professioni digitali. A questi si aggiungono 600 milioni per le discipline Stem, 550 milioni per la formazione digitale del personale scolastico e 100 milioni dedicati all’intelligenza artificiale, settore nel quale sono stati coinvolti 3,4 milioni di studenti e formati 973.541 docenti e operatori scolastici.
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