Le attività didattiche e progettuali sui temi della sessualità restano escluse solo per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria. Con un emendamento presentato alla Camera, la Lega propone di eliminare il divieto anche per la scuola secondaria di primo grado, cioè le scuole medie. La modifica arriva dopo una prima approvazione voluta dallo stesso partito di Matteo Salvini, che invece aveva esteso il divieto anche alle medie. La nuova proposta porta la firma della deputata Giorgia Latini, che aveva sostenuto la versione precedente del testo.
Il relatore Rossano Sasso, deputato della Lega, ha spiegato che d’intesa con il ministro Valditara il partito è pronto a valutare una modifica che, alla luce delle prossime Indicazioni nazionali, non preveda alcuna forma di divieto per la scuola secondaria di primo grado, mantenendo comunque il principio del consenso informato dei genitori o degli studenti maggiorenni, in linea con lo spirito originario del disegno di legge governativo.
Il disegno di legge del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, attualmente in discussione alla Camera, stabilisce che le istituzioni scolastiche devono richiedere il consenso informato preventivo dei genitori, o degli studenti se maggiorenni, per la partecipazione ad attività che riguardino temi attinenti alla sessualità. Tale consenso deve essere espresso dopo aver visionato il materiale didattico che sarà utilizzato. In questo modo nessuna attività educativa legata alla sessualità potrà essere svolta senza l’autorizzazione esplicita delle famiglie.
Le opposizioni criticano duramente il provvedimento. Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra lo definisce una misura oscurantista e ideologica che nega le evidenze scientifiche e le esigenze educative reali. Anche Valeria Valente del Partito Democratico ritiene che, pur decadendo il divieto, resti un passo indietro evidente perché l’obbligo del consenso informato dei genitori limita la libertà educativa. Secondo Riccardo Magi di +Europa, chiamarlo consenso informato è solo un modo elegante per introdurre un divieto, poiché mentre si parla di violenza di genere e discriminazioni il Governo finisce per censurare chi cerca di prevenirle.
La Lega difende però il provvedimento. Matteo Salvini, intervenuto a Bari durante un comizio del centrodestra, ha definito il ddl Valditara una delle promesse mantenute dal Governo, sottolineando l’obiettivo di costruire una scuola libera dalle ideologie e dalle teorie gender.
Il dibattito sul ddl Valditara resta quindi aperto. Da una parte la Lega rivendica il principio del consenso informato come garanzia per le famiglie, dall’altra le opposizioni denunciano il rischio di limitare l’educazione sessuale e il lavoro di chi promuove una cultura del rispetto e della parità di genere nelle scuole. Il testo tornerà in Aula nei prossimi giorni e potrebbe subire ulteriori modifiche prima dell’approvazione definitiva.
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