La Pubblica Amministrazione come palestra di innovazione. È questa la prospettiva al centro della cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/26 del Politecnico di Torino, che si è svolta il 13 febbraio alle OGR di Torino, aprendo un confronto strutturato tra università, istituzioni e decisori pubblici.
Accanto al Rettore Stefano Corgnati e al Direttore generale Vincenzo Tedesco, erano presenti il Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, la Presidente della SNA Paola Severino, la Presidente della CRUI Laura Ramaciotti e il rappresentante degli studenti Lorenzo Baffert.
Innovazione oltre la tecnologia: il ruolo dell’università nella PA
Il Politecnico ha scelto di dedicare l’apertura dell’anno accademico al rapporto con la Pubblica Amministrazione, interpretata non come semplice destinataria di tecnologie, ma come luogo in cui si sperimentano modelli, linguaggi e processi innovativi. Le tre missioni dell’università – formazione, ricerca applicata e terza missione – trovano nella PA uno spazio privilegiato di applicazione. Non si tratta soltanto di trasferimento tecnologico: innovazione significa anche ripensare procedure, regolamenti e modelli decisionali.
Dalla connettività Wi-Fi in aree remote allo sviluppo di smart city, fino all’uso dei digital twin per la pianificazione urbana, molte delle collaborazioni tra ateneo e amministrazioni pubbliche dimostrano come la trasformazione non sia solo tecnica, ma anche normativa. La tecnologia, infatti, corre più veloce delle regole: senza un adeguamento legislativo e regolamentare, l’innovazione rischia di restare bloccata.
In questo scenario, il Politecnico si propone come interlocutore nei tavoli di policy making, portando una sensibilità tecnico-scientifica che integri quelle economico-finanziarie e giuridiche, tradizionalmente dominanti nei processi decisionali europei.
Corgnati: “Rendere la tecnologia accessibile è la forma più democratica di innovazione”
“Il rapporto con la Pubblica Amministrazione emerge come ambito strategico, dalla dimensione locale a quella internazionale”, ha dichiarato il Rettore Stefano Corgnati.
Le trasformazioni contemporanee – dalla transizione digitale a quella ecologica – richiedono competenze tecniche capaci di incidere nei luoghi in cui si scrivono norme e regolamenti. “Rendere disponibile la tecnologia a tutta la collettività attraverso la Pubblica Amministrazione è il modo più democratico di fruibilità della tecnologia stessa”, ha sottolineato.
Accanto alla dimensione industriale che da sempre caratterizza l’Ateneo, prende forma così una nuova traiettoria: formare professionisti capaci non solo di sviluppare soluzioni, ma di contribuire alla definizione delle politiche pubbliche.
Zangrillo: “Le persone sono il vero motore dell’innovazione pubblica”
Nel suo intervento, il Ministro Paolo Zangrillo ha evidenziato come l’innovazione non nasca dall’isolamento dei saperi, ma dal loro incontro. “Le persone sono il vero motore dell’innovazione pubblica”, ha affermato, richiamando l’importanza di investire su merito, reclutamento, formazione continua e percorsi di crescita professionale.
La modernizzazione della PA non si esaurisce nell’adozione di nuove tecnologie: richiede un capitale umano formato, motivato e capace di accompagnare il cambiamento con un mindset aperto e orientato all’apprendimento permanente.
Formazione e orientamento: nasce la Summer School per la PA
Un segnale concreto di questa strategia è la prima Summer School dedicata alla Pubblica Amministrazione, che prenderà il via questa estate. Sarà rivolta a 50 studenti e studentesse magistrali e di dottorato, selezionati per approfondire linguaggi, dinamiche decisionali e responsabilità che caratterizzano la PA contemporanea.
L’obiettivo è duplice: da un lato, offrire strumenti culturali e professionali a chi desidera lavorare nel settore pubblico; dall’altro, rafforzare la presenza di competenze tecnico-scientifiche nei luoghi in cui si definiscono le politiche.
La sfida, come ha concluso Corgnati, è culturale prima ancora che organizzativa: preparare professionisti capaci di guidare il cambiamento e portare una solida cultura tecnica al cuore dell’innovazione pubblica.
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