Il nuovo concorso PNRR3 per i docenti della scuola secondaria è partito tra dure polemiche. Come racconta La Repubblica, durante le prove scritte, molti candidati hanno segnalato domande contenenti errori, creando confusione in un percorso che avrebbe dovuto garantire trasparenza e rigore.
In Piemonte, 8.947 aspiranti insegnanti si contendono 1.858 posti. A questi si aggiungono i 2.428 candidati delle prove già svolte per infanzia e primaria.
Le anomalie emerse riguardano almeno tre quesiti considerati “sbagliati” o mal formulati:
- Una domanda basata su una legge inesistente, che citava la “107/2025” invece della reale 107/2015, rendendo fuorvianti le risposte.
- Il nome del celebre psicologo Erik Erikson storpiato in “Erik Ericsson”, con il rischio di far credere che la risposta corretta fosse errata.
- Un quesito sul digital storytelling con due risposte entrambe plausibilmente corrette, nonostante la prova imponesse una sola scelta.
Molti docenti precari, che si preparano da mesi tra lavoro e vita familiare, hanno descritto la prova come un vero inciampo burocratico. Una candidata ha raccontato di aver pensato di essersi persa un aggiornamento normativo, tanta era la sorpresa davanti agli errori.
A sollevare ulteriori critiche contribuiscono i sindacati, che denunciano una procedura considerata ingiusta: il nuovo concorso, infatti, ignora migliaia di persone già idonee da bandi precedenti, costringendo tutti a rimettersi in gioco.
Per chi aspira a una cattedra stabile, questo esordio caotico del PNRR3 rischia di trasformarsi nell’ennesima delusione dopo anni di precarietà. Molti temono ricorsi, ritardi e un clima di incertezza che continua a pesare sul futuro della scuola italiana.
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