“Abbiamo compreso la preoccupazione del ministro Anna Maria Bernini nella richiesta di uniformità di tassazione anche per Tirana, nostra sede all’estero presso l’Università Nostra Signora di Buon Consiglio. Con l’ateneo albanese abbiamo un accordo di joint degree per il corso di laurea congiunto in Medicina e Chirurgia e lì la nostra sede all’estero è stata accreditata per accogliere 220 studenti. L’importo elevato rispetto alla tassazione universitaria italiana è quanto l’Università Nostra Signora di Buon Consiglio aveva chiesto ai propri iscritti in questo anno accademico. Grazie a una interlocuzione positiva del nostro Ateneo con l’Ateneo di Tirana, gli studenti di Medicina e Chirurgia che studiano presso la sede di Tirana di Tor Vergata avranno rimodulata la loro tassazione universitaria secondo i criteri italiani legati all’Isee”. Lo afferma il Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron dopo l’incontro con il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, tenutosi nel tardo pomeriggio di ieri.
“L’imminente scadenza dei tempi per l’iscrizione ha imposto una pronta reazione del nostro ateneo alla richiesta del ministro Bernini. La fattiva collaborazione dell’Università Nostra Signora del Buon Consiglio, a cui va la nostra gratitudine, unitamente all’impegno dell’Ateneo di Tor Vergata atto a consentire la sostenibilità del corso, ha garantito il diritto allo studio degli studenti che avevano scelto la sede di Tirana tra le loro preferenze”, conclude.
I 220 studenti ammessi a Tirana
Il caso è scoppiato dopo la pubblicazione della graduatoria degli studenti idonei al corso di laurea in Medicina, l’8 gennaio. Tra questi ci sono 220 studenti che sono stati assegnati all’università cattolica privata Nostra Signora di Buon Consiglio di Tirana, con cui Tor Vergata ha attivato un accordo di joint-degree, ovvero un corso di laurea integrato inter-ateneo in Medicina e Chirurgia, con una retta annuale prevista di 9500 euro.
Un dettaglio non di poco conto, specificato sul portale dell’Università Tor Vergata dedicato al semestre filtro, ma di cui molti studenti assegnati a quella sede si sono accorti solo dopo la pubblicazione della graduatoria e non al momento di selezionare le università preferite per studiare Medicina.
“Inizialmente io non mi ero accorta di aver compiuto un errore – ha raccontato una studentessa – la dicitura della sede era ‘Medicina Roma Tor Vergata’ e tra virgolette era scritto ‘sede di Tirana’, ma non ho fatto caso, oltretutto per me non era un problema spostarmi e andarci. Il problema è sorto quando io e gli altri
Unione degli Universitari: “Venga garantita scelta su sedi italiane disponibili”
“Rimane una grande preoccupazione legata al diritto allo studio: il Ministero non ha chiarito se l’equiparazione alle tasse italiane avverrá tenendo conto degli stessi parametri che regolano la notax area o se la contribuzione verrá tenuta in linea con il contributo massimo, che in media in Italia oscilla fra i 2/3mila euro”, afferma in una nota l’Unione degli Universitari. “Non sono state rilasciate dichiarazioni in merito ai sostegni al diritto allo studio, rimane forte la preoccupazione circa la condizione abitativa di questi studenti, molti dei quali secondo il sistema italiano sarebbero idonei a richiedere e a ricevere borsa di studio e posto alloggio. Questa incertezza, unita alla difficoltá logistica di dover decidere di uno spostamento cosí importante in pochi giorni, rendono difficile e per alcuni casi impossibile, l’iscrizione a Medicina. Non si puo’ considerare una vittoria, e unire questa situazione a tutte le problematiche che gli studenti del semestre filtro hanno giá dovuto affrontare, completa il quadro di una riforma fallita completamente. Chiediamo – continua l’associazione studentesca – che agli studenti assegnati a Tirana venga garantita una scelta su sedi italiane disponibili, senza penalizzazioni. Nessuno deve essere costretto ad accettare una sede non realmente scelta per non perdere il diritto allo studio”.
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