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Materie Maturità 2026: quando escono e cosa dicono i precedenti

Luigi Bevilacqua by Luigi Bevilacqua
15 Gennaio 2026
in Scuola
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Con l’inizio del nuovo anno scolastico entra nel vivo l’attesa per uno degli annunci più importanti per studenti e docenti: la comunicazione delle materie della Maturità 2026. La pubblicazione delle discipline della seconda prova scritta – e, da quest’anno, anche di quelle coinvolte nel colloquio orale – rappresenta un passaggio chiave nella preparazione all’esame di Stato.

Ma quando usciranno le materie della Maturità 2026? Per capirlo, è utile guardare sia alle nuove regole introdotte dalla riforma sia alle tempistiche seguite negli anni precedenti.

Quando escono le materie della Maturità 2026

Dal 2026 entra ufficialmente in vigore una novità rilevante: per la prima volta esiste una scadenza fissata per legge.
La riforma dell’esame di Stato promossa dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara stabilisce che le materie della Maturità debbano essere comunicate entro il 31 gennaio.

Entro questa data, il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrà pubblicare un decreto contenente:

  • l’indicazione della materia della seconda prova scritta per ciascun indirizzo;
  • le eventuali materie della terza prova, laddove prevista;
  • le quattro discipline su cui sarà costruito il colloquio orale;
  • le indicazioni operative per lo svolgimento dell’esame.

La scadenza del 31 gennaio non è più una prassi consolidata, ma un vincolo normativo.

Le novità sull’orale introdotte dalla riforma

Tra i cambiamenti più discussi c’è quello che riguarda il colloquio. A partire dalla Maturità 2026, l’orale non verterà più su tutte le materie dell’ultimo anno, ma solo su quattro discipline individuate annualmente dal ministero.

Inoltre, il colloquio diventa obbligatorio e non prende più avvio da un documento scelto dalla commissione, segnando una netta discontinuità rispetto all’impostazione degli ultimi anni.

Quando sono uscite le materie negli anni passati

Anche prima della riforma, il ministero aveva seguito una tempistica piuttosto costante. Nella maggior parte dei casi, le materie della seconda prova sono state comunicate nella seconda metà di gennaio, spesso negli ultimi giorni del mese.

Ecco una panoramica delle date di pubblicazione dal 2014 al 2025:

  • Maturità 2014: 31 gennaio
  • Maturità 2015: 27 gennaio
  • Maturità 2016: 28 gennaio
  • Maturità 2017: 30 gennaio
  • Maturità 2018: 31 gennaio
  • Maturità 2019: 18 gennaio
  • Maturità 2020: 30 gennaio (seconda prova poi cancellata per il Covid)
  • Maturità 2021: 20 aprile (esame rimodulato per l’emergenza sanitaria)
  • Maturità 2022: 14 marzo (ritardo legato alla pandemia)
  • Maturità 2023: 26 gennaio
  • Maturità 2024: 29 gennaio
  • Maturità 2025: 29 gennaio

Il quadro mostra una forte regolarità, interrotta solo negli anni segnati dall’emergenza Covid. Negli ultimi due anni, in particolare, il ministero ha scelto lo stesso giorno: il 29 gennaio.

Perché il 31 gennaio è una data chiave

Con la nuova riforma, la finestra temporale osservata in passato diventa ufficiale. Il 31 gennaio rappresenta ora il termine ultimo entro cui studenti e scuole devono ricevere indicazioni certe non solo sulla seconda prova, ma anche sull’orale.

Resta però un margine di incertezza: la norma non indica un giorno preciso, ma solo una scadenza finale. Questo significa che l’annuncio potrebbe arrivare in qualsiasi momento del mese di gennaio.

Cosa aspettarsi ora

Alla luce dei precedenti e delle nuove regole, l’annuncio delle materie della Maturità 2026 è atteso entro la fine di gennaio, con un’alta probabilità che arrivi negli ultimi giorni del mese.
La differenza, rispetto al passato, è che questa volta non si tratta solo di una consuetudine, ma di una scadenza prevista dalla legge.

Per studenti e famiglie, il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato.

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Luigi Bevilacqua

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