Durante la seconda giornata di Orientasud, la grande manifestazione dedicata all’orientamento, alla formazione e al lavoro, si è tenuta la conferenza “Scuola, impresa e innovazione: gli ITS protagonisti del futuro formativo in Campania”, che ha messo al centro il ruolo strategico degli Istituti Tecnologici Superiori (ITS) come motore del cambiamento nel sistema formativo e produttivo regionale.
Ad aprire l’incontro è stato Bruno Scuotto, presidente della Cabina di Regia degli ITS Campania, che ha ricordato come “le fondazioni ITS rappresentino una vera opportunità, non solo di crescita ma di occupazione reale. Dopo quarant’anni di esperienza nella formazione – ha detto – posso affermare che oggi, grazie agli ITS, non si parla più soltanto di occupabilità, ma di lavoro concreto“. In Campania, ha spiegato Scuotto, operano 16 fondazioni ITS, attive in settori chiave come moda, meccatronica, logistica, agroalimentare e high tech: “ambiti che rispecchiano la vocazione produttiva di questa terra e offrono ai giovani la possibilità di costruire il proprio futuro restando qui, dove le eccellenze non mancano”.
Tra gli interventi più appassionati anche quello di Paolo Ruopoli, vice preside dell’Istituto “A. Righi” di Fuorigrotta, che ha spiegato come “gli ITS nascono da una necessità reale del mercato: l’industria chiede competenze specifiche, la scuola si attiva per formarle. È un percorso di quinto livello europeo, riconosciuto anche all’estero, che consente ai ragazzi di entrare subito nel mondo del lavoro”. Ruopoli ha illustrato il nuovo corso dedicato alla sicurezza informatica, sottolineando come “in azienda spesso sono i tecnici a risolvere i problemi più immediati: l’ingegnere progetta, ma è il tecnico formato a far funzionare davvero la macchina. Gli ITS preparano proprio queste figure operative, indispensabili per il tessuto industriale”.

La testimonianza del mondo dell’impresa
L’importanza della sinergia tra formazione e impresa è stata ribadita anche da Tommaso D’Alterio, direttore generale Fondazione ITS Enrico Isaia e Maria Pepillo: “Partecipare a una fondazione ITS significa entrare nel cuore della formazione tecnica. È lì che si gioca la partita del futuro per le aziende e per il Paese. Per noi è un modo per incidere concretamente, formando le competenze di cui abbiamo davvero bisogno”. D’Alterio ha però evidenziato una sfida culturale: “I giovani sono spesso sfiduciati, impauriti. Sta a noi adulti creare un contatto, parlare la loro lingua, far capire che questa è un’opportunità concreta, unica per la loro generazione, che può contare su corsi gratuiti, rimborsi per i trasporti e un orientamento costante”.
A raccontare il valore della formazione tecnica dal punto di vista delle fondazioni è stato anche l’ITS “Antonio Bruno”, che in Campania fa formazione di tipo meccatronico: “I nostri ragazzi lavorano su automazioni industriali, informatica ed elettronica. Li portiamo spesso nelle aziende, non per una semplice visita, ma per un’esperienza formativa concreta. Il tasso di occupazione, dopo il diploma, sfiora il 100%“.
Un’altra esperienza arriva dall’ITS Academy ‘Nuove Scienze e Tecnologie per la Vita’, che ha illustrato un progetto all’avanguardia nel campo della nutraceutica e della economia circolare: “I nostri corsi uniscono ricerca, sostenibilità e impresa. Cerchiamo di fare qualcosa contro il cambiamento climatico, riutilizzando gli scarti alimentari per creare integratori naturali. È un modo per coniugare innovazione, etica e opportunità di lavoro”. Con una testimonianza diretta arrivatada uno degli studenti, Raffaele: “Frequentare contemporaneamente i due percorsi mi permette di unire la teoria alla pratica. L’ITS ti dà un bagaglio culturale e professionale che ti mette avanti rispetto a molti coetanei, con un vantaggio reale nel mondo del lavoro”.

Spazio anche alla filiera della moda, rappresentata da Serena Iossa, direttrice della Fondazione ITS Moda Campnia-Mia, che ha spiegato come «questa formazione offra ai giovani una preparazione concreta e multidisciplinare: si va dal fashion design al marketing, dalla pelletteria al prodotto finito. È un modo per dare ai ragazzi competenze immediatamente spendibili, in contatto diretto con i brand e le aziende del territorio”.
Il messaggio emerso dalla conferenza è stato chiaro: gli ITS sono oggi la terza via della formazione, accanto a università e mondo del lavoro. Un modello gratuito, di alta specializzazione e fortemente legato al tessuto produttivo campano, che consente ai giovani di costruire il proprio futuro restando nella propria terra. Come ha ricordato in chiusura proprio Scuotto, “gli ITS non sono solo percorsi di studio, ma un ponte reale verso l’occupazione, un modo per valorizzare i talenti e le eccellenze della Campania, e per dimostrare che qui si può crescere, innovare e lavorare con successo”.
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