“Oggi bisogna parlare di sesso senza filtri con i giovani, ancora troppa poca consapevolezza dell’uso di contraccettivi e poco dialogo tra i ragazzi sul rapporto sessuale”. Lo ha detto Monica Calcagni, ginecologa e sessuologa clinica, durante il panel “Sesso e affettività: parliamone senza tabù” allo Young International Forum, salone internazionale di orientamento in corso a Cinecittà. “L’immagine che i ragazzi hanno guardando un film porno è quella dell’oggettificazione della donna. Serve maggiore dialogo con i propri partner, oggi le ragazze fingono sempre di più perché spesso i partner vogliono fare cose che vedono nei porno e non sanno cosa vogliono le ragazze. Bisogna dire ai maschi cosa fare”, ha spiegato la ginecologa. Sul fronte della prevenzione, ha invitato le ragazze a “pretendere il preservativo e se non lo vogliono usare ditegli che con loro sesso non si fa”.
Calcagni ha poi segnalato che “c’è stato un picco di consumo di pillole del giorno dopo e un calo dell’uso di contraccettivi. I maschi e le femmine sono generalmente inconsapevoli entrambi”. Mentre ai ragazzi maschi “va detto che se le ragazze rimangono incinta e poi vogliono tenere il proprio bambino, loro non hanno nessun diritto per legge di dire nulla e rischiano di ritroverarsi padri a 16 anni”, ha aggiunto. Poi le domande rivolte ai genitori: “Perché oggi i genitori non comprano i preservativi alle proprie figlie? Perché dovrebbero essere soltanto loro a pensarci? Questa è una concezione culturale che deve cambiare perché stiamo tornando ad un aumento delle gravidanze di ragazze sempre più giovani”. Calcagni ha richiamato il ruolo dei genitori: “Le mamme hanno un grosso problema, dovrebbero aiutare i figli maschi a rispettare la sessualità delle ragazze, lasciare questo ai padri non è sempre la scelta migliore. Spesso i padri non sono adeguati a questo”. Infine, l’attenzione alla salute dei ragazzi: “Anche sulla salute dei ragazzi, in pochi oggi fanno una visita dall’andrologo. Controllare i genitali, maschili o femminili, perché spesso molte malattie possono aggravarsi o risolversi nell’adolescenza”.



