“Speriamo, bimbi, vi piaccia questa scuola, che possiate correre qui liberamente e divertirvi. È fatta per voi, perché quando vi svegliate la mattina siate contenti di venirci e quando tornate a casa raccontiate ai vostri genitori che avete passato una giornata bella, scoperto cose nuove, conosciuto nuovi amici e siete in uno spazio bello, perché la bellezza conta tanto e crescere nella bellezza fa la differenza. Quando si fa una scuola, si fa la città”. Con queste parole il sindaco Mattia Palazzi ha inaugurato la nuova scuola primaria “Piero Angela” a Mantova, un intervento finanziato dal Pnrr che segna un passaggio rilevante nelle politiche urbane e scolastiche della città. Con particolare attenzione alla giovane generazione. Il progetto, firmato da Alfonso Femia, nasce nel quartiere di Borgochiesanuova con l’obiettivo di accorpare tre istituti esistenti e costruire un nuovo polo capace di rispondere a una domanda educativa e sociale più ampia. Più che un edificio scolastico, un’infrastruttura pubblica aperta al quartiere.
Il progetto e il percorso montessoriano
“L’impianto – come spiega lo studio fondato da Femia – riprende il significato originario di skholé come tempo e spazio dedicati alla conoscenza e traduce questo principio in una struttura organizzata attorno a un atrio distributivo e a un’agorà centrale pensata come luogo di incontro, affiancata da palestra, mensa e una corte aperta che mette in relazione i diversi livelli e attenua il confine tra interno ed esterno”. L’edificio si sviluppa su due piani e ospita 15 aule per un totale di circa 375 studenti, con una superficie complessiva di 4.700 metri quadrati, di cui una parte significativa destinata ad attività sportive e spazi collettivi.
La presenza di un percorso montessoriano affianca la didattica tradizionale e rafforza l’idea di un apprendimento basato sull’esperienza. A testimoniare l’innovazione concettuale del modello scuola, il progetto sviluppa ambienti ampi che superano l’approccio dello standard normativo per le aule e gli spazi di raccordo, con l’obiettivo di creare situazioni di comfort finalizzate a sostenere l’apprendimento. La palestra si eleva su un unico doppio volume, poco più alto della scuola. La corte interna e la rampa che vi si snoda fanno da perno tra i due sistemi. Gli spazi interni di distribuzione trovano corrispondenza e incontro con quelli esterni, agevolando sia le funzioni didattiche, sia quelle di relazione.
Il finanzianento Pnrr
Dal punto di vista urbano, la scuola si presenta come un centro civico: il piano terra è un basamento aperto e multifunzionale, predisposto per un uso condiviso tra studenti e cittadini, mentre la palestra potrà ospitare attività extrascolastiche e il sistema degli spazi aperti, dal parco alla corte interna fino alla copertura praticabile, attiverà una continuità tra edificio e paesaggio. La copertura funzionerà come spazio didattico all’aperto, mentre il verde non è elemento accessorio ma parte integrante del progetto. L’iniziativa finanziata Pnrr si inserisce nel quadro del Programma Innovativo per la Qualità dell’Abitare (Pinqua) e risponde anche a una riflessione maturata dopo la pandemia, quando la chiusura delle scuole ha riportato al centro il tema dello spazio come elemento fondamentale nei processi educativi. Ecco che la nuova scuola di Mantova non si limita a sostituire edifici esistenti ma propone un modello che mette in relazione didattica, spazio pubblico e trasformazione urbana.
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