Il governo guidato da Giorgia Meloni lavora al nuovo decreto sul lavoro atteso per il Primo maggio, giornata simbolica dedicata ai lavoratori.
L’obiettivo è rafforzare l’occupazione, in particolare quella giovanile e femminile, e contrastare il fenomeno del lavoro povero. Le prime ipotesi sul contenuto del provvedimento delineano un pacchetto di interventi che potrebbe coinvolgere anche categorie come i rider.
Il decreto Primo maggio: obiettivi e contesto
Il provvedimento si inserisce in una fase di revisione delle politiche del lavoro, con l’intento di sostenere i salari e incentivare nuove assunzioni.
Come spiegato dalla premier, l’obiettivo è “combattere il lavoro povero” e rafforzare il mercato occupazionale, intervenendo su più fronti.
Il decreto è ancora in fase di definizione, ma alcune linee guida sembrano già emergere con chiarezza.
Bonus giovani under 35: verso la proroga
Tra i punti principali c’è la possibile proroga e stabilizzazione del bonus per l’assunzione dei giovani under 35.
L’agevolazione, attualmente in scadenza il 30 aprile, prevede uno sgravio contributivo per le aziende che assumono giovani a tempo indeterminato.
I requisiti principali sono:
- non aver ancora compiuto 35 anni
- non aver mai avuto un contratto a tempo indeterminato
Lo sgravio può arrivare fino al 100% dei contributi se l’assunzione comporta un aumento dell’organico, o al 70% negli altri casi.
Il tetto massimo è di 500 euro mensili, che salgono a 650 euro nelle regioni del Mezzogiorno e in alcune aree del Centro Italia.
Occupazione femminile: nuove agevolazioni in arrivo
Un altro pilastro del decreto riguarda il lavoro femminile.
Le agevolazioni già previste sono state prorogate fino a fine 2026, ma il governo punta a rafforzare ulteriormente gli strumenti per favorire l’ingresso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro.
L’aumento dell’occupazione femminile e l’allineamento dell’Italia alla media europea sono stati indicati come priorità politiche.
Possibili misure per i rider
Tra le ipotesi in discussione ci sarebbero anche interventi sul lavoro dei rider, una delle categorie più esposte al lavoro povero.
Il settore del food delivery è da tempo al centro del dibattito pubblico, anche per via delle condizioni economiche: compensi che possono variare tra i 2 e i 4 euro a consegna e scarse tutele.
Non è ancora chiaro quali misure potrebbero essere introdotte, ma il tema è entrato nel confronto politico.
Contratti e salari: le altre proposte
La bozza del decreto include anche interventi sui contratti collettivi.
Tra le ipotesi:
- introduzione di un’indennità per i lavoratori in caso di ritardo nel rinnovo dei contratti
- pari al 30% dell’inflazione dopo sei mesi
- che salirebbe al 60% dopo un anno
Sul tavolo anche altre misure già sperimentate, come:
- detassazione dei rinnovi contrattuali
- agevolazioni sul lavoro notturno
- incentivi al welfare aziendale
Tuttavia, la loro attuazione dipenderà dalle risorse disponibili.
Il nodo delle coperture economiche
Come spesso accade, il punto centrale resta quello delle coperture finanziarie.
Il pacchetto di misure ipotizzato avrebbe un costo significativo, nell’ordine di diversi miliardi di euro, e potrebbe richiedere ulteriori valutazioni prima dell’approvazione definitiva.
Il confronto tecnico e politico è ancora in corso, anche dopo l’incontro tra la presidente del Consiglio e la ministra del Lavoro Marina Calderone.
Un decreto ancora in costruzione
Il decreto Primo maggio è quindi ancora in fase di definizione, ma delinea una direzione precisa: sostenere giovani e donne, intervenire sui salari e affrontare il tema del lavoro povero.
Resta da capire quali misure entreranno davvero nel testo finale e con quali risorse verranno finanziate.
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