Avviare grazie ai fondi europei un percorso formativo, parallelo alle opportunità offerte dal programma Erasmus+, per un miglioramento su larga scala delle competenze di lingua straniera di 150mila studenti e 15mila docenti italiani. È l’obiettivo esplicito del piano “Gli studenti italiani in Europa” che è stato presentato a fine giugno dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, alla presenza della premier Giorgia Meloni. Una mobilità che coinvolgerà un terzo degli studenti italiani iscritti all’ultimo biennio, con un investimento di 420 milioni di euro provenienti dai fondi strutturali europei. Numeri da capogiro per quella che il ministro ha definito “la più grande iniziativa di formazione linguistica e mobilità educativa internazionale mai realizzata in Italia”.
I criteri di selezione: merito e ISEE
Saranno le scuole a scegliere gli studenti sulla base di questi parametri, con un occhio di riguardo per le famiglie con minori risorse economiche. Ma i numeri sono talmente ampi, ha sottolineato il ministro, che “certamente vi sarà spazio per tante studentesse e tanti studenti”.
L’obiettivo dichiarato è evitare che un’esperienza di questo valore resti un privilegio per pochi. “Il talento di un ragazzo non deve fermarsi di fronte ad una barriera economica, né davanti a una barriera linguistica”, ha detto Valditara durante il Question Time alla Camera.
Il modello tipo prevede due settimane all’estero, ma non mancheranno percorsi più lunghi, anche fino a sei mesi, con inserimento vero e proprio nei cicli scolastici dei paesi ospitanti. Non solo lezioni di lingua: gli studenti parteciperanno ad attività laboratoriali, project work di gruppo, visite aziendali e istituzionali, incontri con esperti e persino mini corsi universitari.
Un’immersione totale che mira a formare giovani “più consapevoli, aperti al confronto internazionale e pronti a vivere da protagonisti in una società sempre più interconnessa e globale”, secondo le parole del ministro.
Mobilità per studenti e docenti
Il ministro ha voluto aprire il suo intervento con un ringraziamento ai membri delle consulte studentesche, coinvolte per la prima volta nella revisione delle indicazioni nazionali per i licei. “Questi giovani hanno passato sabati e domeniche a lavorare sui programmi scolastici – ha detto – molti dovevano affrontare la maturità, ma con grande senso di responsabilità hanno voluto dedicare ore preziose al Ministero”. Un riconoscimento che Valditara ha definito “fortemente voluto”, respingendo l’idea di un ringraziamento scontato.
Accanto ai ragazzi, 15mila docenti italiani. Una novità assoluta: gli insegnanti non solo avranno viaggio e soggiorno spesati, ma verranno anche pagati per l’attività svolta all’estero. Un riconoscimento del lavoro aggiuntivo che mira a trasformare l’esperienza in un volano per l’innovazione didattica, con ricadute stabili sulle metodologie di insegnamento nelle scuole italiane.
E ha annunciato un ulteriore passo: il coinvolgimento delle consulte studentesche negli organismi internazionali. “L’ho sostenuto a Bruxelles, al G7 e al G20 – ha spiegato – e ci sono le prime aperture che ritengo particolarmente significative”.
Accanto ai ragazzi, 15mila docenti italiani. Una novità assoluta: gli insegnanti non solo avranno viaggio e soggiorno spesati, ma verranno anche pagati per l’attività svolta all’estero. Un riconoscimento del lavoro aggiuntivo che mira a trasformare l’esperienza in un volano per l’innovazione didattica, con ricadute stabili sulle metodologie di insegnamento nelle scuole italiane.





