Il Tribunale per i Minorenni di Bologna ha emesso una sentenza di 11 anni e 6 mesi di reclusione nei confronti del giovane, all’epoca dei fatti 16enne, ritenuto responsabile dell’omicidio di Fallou Sall, sedicenne accoltellato a morte nell’estate del 2024 nel capoluogo emiliano-romagnolo. La decisione è stata pronunciata nel corso del processo con rito ordinario, al termine del quale il giudice ha ritenuto sussistente il reato di omicidio volontario e altre accuse collegate alla vicenda.
I fatti risalgono alla sera del 4 settembre 2024, quando Fallou intervenne per difendere un amico durante una lite in via Piave, nel quartiere periferico di Bologna. Nel corso dell’aggressione il giovane venne colpito con un coltello al cuore e morì poco dopo a causa delle ferite riportate. Anche l’amico, un 17enne, rimase ferito e fu ricoverato in ospedale, ma le sue lesioni sono state poi classificate come lesioni gravi.
La Procura per i Minori, rappresentata dalla pm Caterina Salusti, aveva chiesto una pena complessiva di 21 anni per il giovane imputato. I giudici, tuttavia, hanno inflitto una pena più contenuta, fissandola a poco più di 11 anni.
La sentenza ha suscitato reazioni forti da parte della famiglia della vittima, con il padre di Fallou che ha definito la pena pronunciata dal tribunale una “vergogna”.
Dalla fase istruttoria e dalle cronache degli ultimi mesi era emerso che tra i due gruppi di ragazzi coinvolti nella lite vi fossero tensioni pregresse, ma la dinamica precisa dell’alterco e le motivazioni che hanno portato alla tragedia sono state oggetto di approfondite indagini. L’imputato aveva chiesto l’assoluzione sostenendo in parte la tesi della legittima difesa, ma il tribunale ha ritenuto al contrario sussistere la responsabilità penale per omicidio.
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