La disoccupazione giovanile sale al 20,3% ad agosto 2026, con un aumento di 0,6 punti percentuali rispetto a luglio. È il dato diffuso dall’Istat il 1° ottobre, nella rilevazione provvisoria sul mercato del lavoro italiano.
Il peggioramento riguarda anche i 25–34enni. Nel complesso, la disoccupazione raggiunge il 6,2%, mentre il numero degli occupati rimane sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente.
Disoccupazione giovanile: che cosa significa il 20,3%
Il dato riguarda la fascia 15–24 anni e richiede una precisazione: il tasso è calcolato sui giovani che lavorano oppure cercano attivamente un impiego e sono disponibili a iniziarlo.
Non significa, quindi, che un giovane su cinque dell’intera popolazione sia disoccupato. Gli studenti che non lavorano e non cercano un’occupazione rientrano generalmente tra gli inattivi.
L’Istat distingue infatti due indicatori: il tasso di disoccupazione degli under 25 è del 20,3%, mentre l’incidenza dei disoccupati sull’intera popolazione della stessa età è del 4,3%.
Capire questa differenza permette di leggere correttamente la notizia, senza confondere la difficoltà di trovare lavoro con la scelta di proseguire gli studi.
Aumentano le difficoltà anche tra i 25–34enni
Nella fascia 25–34 anni, il tasso di disoccupazione raggiunge il 9,7%, in aumento di 0,6 punti sul mese precedente. Le persone in cerca di lavoro crescono di 30 mila, mentre gli occupati diminuiscono di 11 mila.
| Fascia d’età | Disoccupazione ad agosto 2026 | Variazione rispetto a luglio |
|---|---|---|
| 15–24 anni | 20,3% | +0,6 punti |
| 25–34 anni | 9,7% | +0,6 punti |
I dati mostrano dunque un peggioramento che coinvolge sia gli under 25 sia una fascia nella quale si collocano molti percorsi di ingresso e consolidamento nel lavoro.
Occupazione stabile, crescono le persone in cerca di lavoro
In Italia gli occupati sono 24 milioni e 352 mila. La stabilità del totale nasconde movimenti diversi: aumentano i dipendenti permanenti, mentre diminuiscono quelli a termine e gli autonomi.
Le persone in cerca di occupazione crescono complessivamente di 48 mila in un mese. Gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono invece di 21 mila.
Disoccupazione e inattività possono quindi muoversi in direzioni opposte: chi comincia a cercare un impiego entra nelle forze di lavoro anche prima di trovare un’occupazione.
Rispetto a un anno fa ci sono più occupati
Il confronto con agosto 2025 restituisce un quadro diverso da quello mensile. Gli occupati aumentano di 291 mila, ma la crescita non coinvolge tutte le età: tra i 15–24enni l’occupazione diminuisce.
Sul totale, aumentano i dipendenti permanenti e gli autonomi, mentre calano i lavoratori a termine. Un miglioramento complessivo, dunque, può convivere con maggiori difficoltà per alcune fasce della popolazione.
Dalle statistiche alle opportunità concrete
Per chi sta cercando un impiego, alle statistiche va affiancata la verifica delle opportunità disponibili e dei rispettivi requisiti.
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I dati Istat restano provvisori e destagionalizzati, cioè corretti per le oscillazioni stagionali. La prossima diffusione, prevista per il 29 ottobre 2026, permetterà di seguire l’evoluzione del mercato del lavoro.
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