Le studentesse universitarie hanno tempo fino al 30 settembre per candidarsi alle borse Women in STEM 2026 promosse dalla Fondazione Giuseppina Mai di Confindustria. Ogni contributo vale 3.000 euro lordi ed è destinato a chi frequenta una laurea magistrale nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche.
Il bando si rivolge, in particolare, alle studentesse che risultavano regolarmente iscritte al primo anno di una laurea magistrale STEM nell’anno accademico 2025/2026. La borsa avrà invece durata per l’anno accademico 2026/2027.
Prima di presentare la domanda è necessario controllare con attenzione voto di laurea, media degli esami e ISEE universitario. Il bando prevede infatti requisiti di merito ed economici piuttosto selettivi.
Chi può partecipare alle borse Women in STEM 2026
La candidatura è riservata alle studentesse iscritte al primo anno in corso di una laurea magistrale appartenente alle discipline STEM. Il corso può essere erogato in presenza oppure online, ma deve rientrare tra le classi individuate come scientifiche e tecnologiche dal Ministero dell’Università e della Ricerca.
Per partecipare bisogna aver conseguito la laurea triennale entro il 31 dicembre 2025 con:
- una votazione di almeno 106 su 110;
- una media ponderata degli esami non inferiore a 27 su 30;
- un ISEE universitario o un ISEE parificato 2026 non superiore a 37.000 euro.
La borsa non può essere richiesta da chi ha già ricevuto un altro contributo per lo stesso corso di laurea. Sono escluse anche le studentesse iscritte a tempo parziale, quelle che frequentano un corso per ottenere un secondo titolo e chi, dopo aver rinunciato agli studi, si è immatricolata nuovamente al primo anno.
Ogni candidata può inviare una sola domanda. In caso di candidature duplicate, il bando stabilisce che sarà considerata quella trasmessa per prima.
La scadenza coincide con quella prevista per altre opportunità universitarie, tra cui le 1.055 borse di studio della Statale di Milano. Requisiti e procedure sono però differenti e devono essere verificati separatamente.
Come viene formata la graduatoria
La commissione valuterà innanzitutto il voto della laurea triennale e la media ponderata degli esami sostenuti. Sarà considerata anche la condizione economica: a parità degli altri requisiti, sarà favorita la candidata con l’ISEE più basso.
Un eventuale tirocinio curriculare o extracurriculare potrà contribuire alla valutazione. In caso di parità assoluta, la borsa sarà assegnata alla studentessa più giovane.
L’elenco delle vincitrici dovrebbe essere pubblicato sul sito di Confindustria entro il 3 novembre 2026. Le selezionate avranno dieci giorni dalla comunicazione per accettare il contributo e trasmettere i dati necessari al pagamento.
La borsa può essere revocata in caso di rinuncia agli studi, trasferimento in un altro ateneo durante l’anno oppure applicazione di sanzioni disciplinari.
Tredici o 15 borse di studio?
Le fonti ufficiali non indicano attualmente lo stesso numero. Il PDF del bando mette a concorso 13 borse da 3.000 euro, ma precisa che la Fondazione può aumentarle qualora aderiscano nuovi partner.
La pagina aggiornata pubblicata sul sito di Confindustria parla invece di 15 borse. Non risulta allegato, nella stessa pagina, un documento integrativo che formalizzi l’aumento. Per requisiti, scadenza e criteri di selezione resta quindi necessario fare riferimento al testo del bando.
L’eventuale passaggio da 13 a 15 contributi non modifica la procedura di candidatura né l’importo riconosciuto a ciascuna vincitrice.
Mentorship e possibili stage nelle imprese
Il progetto non si limita al contributo economico. Durante gli studi, le vincitrici potranno essere coinvolte in un percorso di mentorship curato dalle imprese e dalle organizzazioni partner.
Il bando contempla inoltre la possibilità di svolgere uno stage presso alcune delle aziende aderenti. Non si tratta, però, di un tirocinio garantito automaticamente a tutte le beneficiarie: il documento indica questa esperienza come un’opportunità che potrà essere proposta durante il periodo di validità della borsa.
Perché il sostegno alle studentesse STEM resta necessario
Secondo il Rapporto AlmaLaurea 2026, le donne rappresentano il 59,6% delle persone laureate nel 2025, ma la loro presenza scende al 40,5% nelle discipline STEM. Lo squilibrio è particolarmente evidente nei corsi di informatica, tecnologie ICT e ingegneria industriale e dell’informazione.
Sostenere il completamento di questi percorsi significa quindi intervenire in settori nei quali la presenza femminile resta inferiore rispetto al resto dell’università. Le competenze scientifiche e digitali offrono inoltre opportunità in numerosi ambiti professionali, come mostra anche l’approfondimento di CorriereUniv su ingegneria informatica, competenze e lavoro.
Chi possiede i requisiti deve preparare per tempo ISEE, certificazione degli esami e lettera motivazionale. Dopo le ore 23.59 del 30 settembre non saranno accettate domande tardive o inviate con modalità differenti da quella prevista.



