Diciannove ori, 20 argenti e 19 bronzi in 14 discipline. Sono le 58 medaglie conquistate ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 da atleti che, nel corso della propria carriera, hanno partecipato anche alle competizioni dello sport universitario. Il bilancio è stato ricostruito da FederCUSI dopo la cerimonia di chiusura del 3 settembre.
Il dato non rappresenta un medagliere separato degli universitari e non significa che tutti gli atleti fossero ancora iscritti a un corso di laurea durante i Giochi. Mostra, però, quanto i Campionati nazionali universitari, le Universiadi e i Mondiali universitari FISU siano presenti nei percorsi che conducono fino alle grandi manifestazioni internazionali.
Il peso degli atleti passati dallo sport universitario
Secondo FederCUSI, più di 80 atleti italiani in gara a Taranto avevano già preso parte a competizioni universitarie e oltre 70 hanno conquistato almeno una medaglia. Nel conteggio complessivo rientrano 58 risultati da podio: 19 ori, 20 argenti e 19 bronzi.
Le discipline coinvolte sono atletica leggera, basket 3×3, canottaggio, ginnastica artistica, judo, nuoto, nuoto pinnato, padel, pallanuoto, pallavolo, scherma, tiro con l’arco, tiro a segno e tiro a volo.
Il contributo si inserisce nel risultato generale dell’Italia, che ha chiuso i Giochi del Mediterraneo con 224 medaglie: 74 ori, 78 argenti e 72 bronzi.
Da Sara Fantini a Noemi Cesarano
Nell’atletica, Sara Fantini ha vinto l’oro nel lancio del martello dopo aver partecipato alle Universiadi Rhine-Ruhr 2025. Nella stessa edizione universitaria aveva gareggiato anche Vittoria Fontana, oro nei 200 metri a Taranto. Ayomide Folorunso, vincitrice dei 400 ostacoli, aveva preso parte alle Universiadi di Taipei 2017 e Napoli 2019.
Il collegamento è particolarmente evidente anche nel nuoto. Noemi Cesarano, passata dalle Universiadi di Chengdu 2023 e Rhine-Ruhr 2025, ha conquistato due ori nei 1.500 e negli 800 stile libero. Paola Borrelli ha ottenuto l’oro nei 200 farfalla e il bronzo nei 100, mentre Simone Spediacci e Giovanni Guatti hanno vinto rispettivamente nei 200 misti e nei 50 stile libero.
Nel canottaggio, Giovanni Borgonovo e Melissa Schincariol hanno conquistato l’oro nel doppio pesi leggeri. Elena Sali ha aggiunto un oro e un argento dopo aver gareggiato sia nei Mondiali universitari sia nelle Universiadi.
CNU, Universiadi e Mondiali FISU: una filiera da leggere
Il percorso universitario non è una tappa unica. I Campionati nazionali universitari permettono agli studenti-atleti di confrontarsi in Italia; le Universiadi e i Mondiali FISU portano la competizione su scala internazionale. Il quadro di Taranto riunisce esperienze diverse, da chi è passato una volta attraverso quel circuito a chi lo ha frequentato in più edizioni.
È qui che entra in gioco la doppia carriera: la possibilità di portare avanti preparazione sportiva e studi senza essere costretti a scegliere definitivamente tra le due strade. Il medagliere, da solo, non misura la qualità dei servizi offerti dagli atenei, né dimostra che ogni percorso sia stato privo di ostacoli. Rende però visibile il numero di atleti di alto livello che hanno incrociato il sistema universitario.
Il passo successivo, per università e istituzioni sportive, è trasformare questi risultati in strumenti concreti: flessibilità didattica, tutoraggio, riconoscimento dello status di studente-atleta e calendari compatibili con allenamenti e trasferte. È su questi servizi, oltre che sulle medaglie, che si misura la tenuta reale della doppia carriera.



