Il MUR annuncia il superamento dell’obiettivo PNRR sull’housing universitario. Circa 33 mila alloggi sono già stati realizzati, altri 30 mila arriveranno nel 2027. Intanto, con l’inizio dell’anno accademico, trovare una stanza continua a costare oltre 700 euro al mese a Milano e più di 600 a Roma e Firenze.
Oltre 63 mila nuovi posti letto per gli studenti universitari. È il numero annunciato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che ha comunicato il superamento del target fissato dal PNRR per l’housing universitario. Un risultato importante, soprattutto in un Paese nel quale trovare una stanza a prezzi sostenibili continua a rappresentare uno degli ostacoli principali per migliaia di ragazzi che scelgono di studiare lontano da casa.
Ma dietro il numero complessivo c’è una distinzione importante. Dei 63.200 posti letto attivati attraverso il Piano Housing, circa 33 mila sono già stati realizzati, mentre gli ulteriori 30 mila saranno disponibili nel corso del 2027. Il traguardo dei 60 mila posti previsto dal PNRR è dunque stato superato sulla carta, ma per vedere completata l’intera nuova offerta bisognerà ancora aspettare.
Come si accede ai nuovi alloggi universitari
Secondo quanto spiegato dal MUR, gli studenti potranno accedere ai primi 33 mila posti attraverso gli enti regionali per il diritto allo studio oppure rivolgendosi direttamente ai gestori delle residenze, secondo i criteri previsti dalle singole strutture.
Una quota significativa degli alloggi dovrà essere destinata agli studenti economicamente più fragili. Il Piano prevede infatti che almeno il 30% dei nuovi posti letto sia riservato a studenti capaci e meritevoli privi di mezzi, individuati attraverso le graduatorie degli enti per il diritto allo studio.
Per i posti non rientranti in questa quota dovranno invece essere applicate tariffe inferiori di almeno il 15% rispetto ai valori medi di mercato.
Un elemento non secondario riguarda anche le spese: il Ministero ha precisato nei mesi scorsi che i canoni delle residenze finanziate attraverso il PNRR comprendono servizi essenziali come luce, gas e riscaldamento e, in alcuni casi, anche la mensa.
Gli altri 30 mila posti arriveranno nel 2027
Per la seconda parte del Piano, circa 30 mila ulteriori posti letto, Cassa Depositi e Prestiti ha completato la sottoscrizione degli atti necessari con i soggetti coinvolti.
Gli alloggi entreranno però effettivamente nella disponibilità degli studenti nel 2027.
È proprio questo il punto che distingue il numero complessivo annunciato dal Ministero dalla situazione che gli universitari troveranno concretamente all’inizio di questo anno accademico: una parte consistente della nuova offerta non è ancora utilizzabile.
Il dato resta comunque rilevante. Secondo il Ministero, l’operazione consentirà di più che raddoppiare l’offerta abitativa disponibile rispetto all’inizio del Piano. Almeno il 40% dei 60 mila posti finanziati con risorse PNRR è inoltre destinato alle regioni del Mezzogiorno.
Affitti universitari, Milano resta la città più cara
La questione arriva in uno dei momenti più delicati dell’anno per gli studenti fuori sede. Settembre significa infatti ricerca di una stanza, nuovi contratti e, soprattutto nelle grandi città universitarie, canoni che continuano a pesare fortemente sui bilanci delle famiglie.
Qualche segnale di rallentamento dei prezzi esiste. Secondo l’ultima analisi di Immobiliare.it Insights, a livello nazionale il costo medio delle stanze singole è diminuito del 6,2% rispetto allo scorso anno. Ma il quadro cambia molto da città a città.
Milano rimane la città più cara d’Italia, con una richiesta media di circa 704 euro al mese per una stanza singola, pur registrando una diminuzione di quasi il 4% rispetto al 2025.
A Firenze la media è di circa 627 euro, mentre a Roma si arriva a 615 euro al mese, con un aumento del 7% in un anno. Nella Capitale, dunque, il problema degli affitti continua addirittura ad aggravarsi.
Numeri che spiegano perché la disponibilità di alloggi universitari a prezzi calmierati sia diventata uno dei nodi centrali del diritto allo studio.
Il vero banco di prova saranno prezzi e disponibilità
Il superamento del target PNRR rappresenta quindi un passaggio importante, ma il risultato dovrà ora essere misurato sulla capacità dei nuovi studentati di arrivare realmente agli studenti che ne hanno bisogno.
Non conterà soltanto il numero complessivo di posti finanziati o realizzati. Saranno decisivi la città in cui si trovano, i tempi effettivi di apertura, il prezzo richiesto e le modalità con cui gli studenti potranno accedervi.
Perché per un fuori sede la possibilità di scegliere un’università lontana dalla propria città continua a dipendere anche, e sempre di più, da una domanda molto semplice: quanto costa avere un tetto mentre si studia?



